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Amendolara e Trebisacce festeggiano San Giuseppe. Devozione, tradizione e natura

Amendolara e Trebisacce festeggiano San Giuseppe. Devozione, tradizione e natura
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San Giuseppe ad Amendolara (grazie a Paoletta Murgieri per la foto)

Si è rinnovata oggi, ad Amendolara e Trebisacce, la tradizionale festa di San Giuseppe, fatta di genuina devozione all’umile artigiano di Nazaret e di un incontro popolare con la natura del luogo. Passano infatti gli anni e talune tradizioni popolari tendono a sbiadire nel vortice del consumismo imperante, ma i trebisaccesi e gli amendolaresi restano legati a San Giuseppe e alle omonime cappelle che sorgono alle spalle del paese (a Trebisacce) e sotto il centro abitato, in collina, (ad Amendolara).

Trebisacce ha rinnovato la propria devozione a San Giuseppe dandosi appuntamento presso la sua Cappella situata su un’amena collina, a terrazzo sul mare. Oggi la tradizione bucolica e anche mangereccia è stata ereditata dagli studenti che, sacco in spalla, di buon mattino e a frotte, hanno invaso la collina e dato vita ad una bella scampagnata all’aria aperta. Il pomeriggio, invece, è stato riservato ai riti religiosi ed alla solenne processione, durante la quale il Santo è stato portato a spalla tra un’ala di folla festante. Poi la tradizionale “riffa” organizzata dal comitato-festa presieduto da Filippo Garreffa e al termine i fuochi pirotecnici.

Amendolara ha visto partire, in mattinata, la processione, con la statua del padre putativo di Gesù, dalla Chiesa Madre, accogliendo lungo il tragitto anche i bambini della scuola Primaria. Giunti alla cappellina di San Giuseppe (dove dimora sempre una statua in miniatura), sulla collina, don Franco Gimigliano ha officiato la funzione religiosa, ricordando tutti i papà, con la tradizionale benedizione dei pani. Dopo la SS. Messa, complice anche la bella giornata primaverile, spazio anche qui al consueto pic-nic dominato dalla tradizionale frittata con gli asparagi e con la salsiccia. In serata la statua del Santo ha fatto ritorno nella sua santa dimora in paese.

Pino La Rocca – Vincenzo La Camera

 

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