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Albidona piange Domenico e Francesco Paladino, morti tragicamente a Roma. Folla ai funerali

Albidona piange Domenico e Francesco Paladino, morti tragicamente a Roma. Folla ai funerali
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Funerale albidonaAnche il tempo si è messo a lutto per accogliere,  in un clima di tristezza,  e per dare l’addio verso la loro ultima dimora ai due figli di Albidona, Domenico e Francesco Paladino, tragicamente scomparsi, complici una serie di circostanze sfortunate, in uno sperduto casale della campagna romana. Ma l’inclemenza del tempo, contrassegnato da fitta nebbia, pioggia insistente e dallo stesso freddo che ha spinto zio e nipote, quella sfortunata sera di venerdì 22 marzo, a trascinare dentro casa il braciere acceso che con ogni probabilità si è trasformato nel loro carnefice, non ha impedito affatto ad una folla oceanica di gente di Albidona, di Trebisacce e dei paesi vicini di partecipare commossa ai funerali delle due vittime ed al dolore lancinante dei loro familiari. Ad Albidona oggi è stato lutto  cittadino.

Funerale albidona 2Nè la grande Chiesa di San Michele Arcangelo dove si sono svolti i funerali, né la piazza antistante la Chiesa, hanno potuto contenere l’enorme folla di familiari, amici, colleghi di lavoro, conoscenti e di gente comune. Le parole del parroco, don Michele Romano e gli elogi funebri di quanti hanno voluto contribuire all’estremo saluto alle due vittime hanno provato a lenire l’immenso sconforto dei familiari.

Francesco Paladino viveva ormai da alcuni anni a Roma dove, nonostante una laurea in architettura, sbarcava il lunario facendo lavori umili tra cui il barista allo stadio. Torna va spesso e volentieri nel suo paese d’origine. Mimmo Paladino, invece, il medico-anestesista amico di tutti, sul cui viso era stampato sempre un sorriso amabile e contagioso, divideva la sua vita tra Albidona dove risiedeva la sua famiglia e Trebisacce dove per oltre 20 anni ha lavorato presso il “Chidichimo”. «Uomo buono, collega sempre disponibile, – hanno scritto in uno dei tantissimi manifesti funebri medici, infermieri, autisti, personale ausiliario dell’ex ospedale e del 118 – il tuo sorriso anticipava sempre il tuo saluto».

Pino La Rocca

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