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Credito Cooperativo, Jonio e Mediocrati insieme? La fumata bianca potrebbe essere vicina

Credito Cooperativo, Jonio e Mediocrati insieme? La fumata bianca potrebbe essere vicina
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L'attuale sede della Direzione Generale della BCC ad Amendolara Marina

L’attuale sede della Direzione Generale BCC dello Jonio ad Amendolara Marina

Per adesso è soltanto una proposta del Consiglio d’Amministrazione da sottoporre poi all’Assemblea dei soci di fine maggio, ma ci sono tutte le carte in regola affinché il progetto di aggregare Banca di Credito Cooperativo dello Jonio e Credito Cooperativo Mediocrati vada in porto. Forse già entro settembre.

Nell’era degli accorpamenti (scuole, tribunali, ospedali, etc…) anche gli istituti di credito sono obbligati a scegliere questa strada che, come spiegano dagli uffici della Banca dello Jonio, non è assolutamente un presagio di default, ma un’operazione dettata dalla necessità, tra le altre cose, di rispettare alcuni parametri all’interno dei requisiti minimi di capitale.

L’aggregazione tra le due banche servirà a migliorare ed implementare i servizi per il cliente. Per gli oltre 900 soci e i correntisti non cambierà assolutamente nulla. Anzi «i soci si troveranno ad essere tali per una Banca di dimensioni maggiori». Così come «nessun dipendente risulterebbe in esubero, né subirebbe decurtazioni di emolumento», sono le rassicurazioni del presidente del CdA della Banca dello Jonio, Michele Aurelio.

Rocca Imperiale e Albidona diventeranno sedi distaccate del Centro Direzionale di Rende, ma soltanto per esigenze squisitamente geografiche. Filiali del nuovo polo bancario saranno Nova Siri e Amendolara, con quest’ultima sede sempre più strategica dove il personale di sportello sarà incrementato da due a cinque unità. Confermate tutte le sedi, dunque, che continueranno ad operare nei medesimi edifici.

Il modello delle banche di credito cooperativo ha retto bene in questi anni di recessione economica, continuando ad erogare credito, quando gli altri istituti lo razionavano: reinvestendo sul territorio, come d’altronde è nel suo dna. La perdita dell’autonomia della Bcc dello Jonio sarà un’operazione “indolore” (al tavolo gestionale di Rende siederanno tre consiglieri di cui un vicepresidente) e al tempo stesso necessaria – è di questo ne sono pienamente convinti i dirigenti della banca albidonese –  per continuare a svolgere un ruolo di servizio in un territorio dove i grandi istituti di credito non investono.

Vincenzo La Camera

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