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Trebisacce, Cavallo attacca Vitola: «In Comune è quasi sempre assente. E il sindaco tace»

Trebisacce, Cavallo attacca Vitola: «In Comune è quasi sempre assente. E il sindaco tace»
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trebisacce-municipio1L’assenteismo prolungato e la presunta inoperosità dell’assessore a Turismo e Spettacolo Dino Vitola, messi sotto la lente di ingrandimento dal consigliere di Minoranza Davide Cavallo, è frutto solo di casualità, o è la conferma di una crisi di identità politica dell’esecutivo comunale? Se lo chiede il consigliere comunale di Minoranza Davide Cavallo il quale, avendo un conto in sospeso con lo stesso Vitola che nei mesi scorsi aveva invocato con forza un provvedimento di allontanamento dal consiglio comunale nei suoi confronti per lo stesso motivo, ha preso a controllare dagli atti della Giunta le assenze dell’assessore Vitola ed ha notato che negli ultimi mesi l’assessore Vitola risulta quasi sempre assente.

«E’ proprio il caso di dire: guardi la pagliuzza nell’occhio altrui e non vedi la trave che è nel tuo occhio! Sono infatti trascorsi pochi mesi – scrive Cavallo nella nota – da quando l’assessore Vitola chiedeva l’adozione di un inammissibile, quanto immotivato, mio allontanamento dal consiglio comunale ed ecco che lui stesso si distingue per la costante assenza dalla Giunta… ed è quasi impossibile incontrarlo tra le mura della casa comunale». A questo punto l’avvocato Cavallo, ricavandoli dall’Albo Pretorio, elenca tutti gli appuntamenti della Giunta in cui, a partire dal mese di giugno, l’assessore risulta assente. «Scoprire l’inattività dell’assessore Vitola – incalza Cavallo – di certo meraviglia, ma ciò che desta maggiore stupore è l’assoluto silenzio e l’evidente inerzia del sindaco che, come capo dell’amministrazione comunale definitasi lavoratrice, non dovrebbe consentire che ciò accada e dovrebbe adottare i provvedimenti necessari, anche se sono sicuro che dirà che Vitola è sempre in giro nel comune. Ovviamente non parlo di provvedimenti disciplinari, – precisa Cavallo – ma di decisioni attraverso le quali permettere ai più giovani  e laboriosi componenti della Maggioranza di rivestire il ruolo di assessore, magari facendo spazio alle cosiddette “quote rosa”».

Poi Cavallo valuta l’onere economico della delega di assessore, mettendola in relazione con la situazione debitoria del comune: «Mille euro al mese, – scrive Cavallo è una somma che dovrebbe essere giustificata da una alacre attività istituzionale, soprattutto in un momento di particolare difficoltà finanziaria dell’ente».

Pino La Rocca

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