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Corigliano verso il voto. La carica dei dodici

Corigliano verso il voto. La carica dei dodici
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Corigliano_Calabro_Il_Castello_2La carica dei dodici
. Tanti sono, infatti, i candidati alla poltrona di sindaco a Corigliano Calabro e che si sfideranno alle elezioni amministrative del 26 e 27 maggio. Uno sproposito, se pensiamo che sono quasi il doppio rispetto ai 7 candidati del 1993, ossia la tornata elettorale dove si era registrato il numero più alto di aspiranti “primi cittadini”. La Corigliano che vuole lasciarsi alle spalle il buio degli ultimi anni (con l’amministrazione comunale, guidata da Pasqualina Straface, sciolta per infiltrazioni mafiose nel giugno del 2011 dopo la bufera giudiziaria “Santa Tecla”) riparte da una pletora di liste civiche, da tante facce nuove e da alcuni volti noti della politica locale.

Uno di questi è l’onorevole Giuseppe Geraci, parlamentare in quota An dal 2001 al 2006 ed ex sindaco della città della Sibaritide, che si presenta con una serie di liste “vicine” al centrodestra (Lista civica per Corigliano – Citta’ virtuosa – Alleanza per Corigliano – La svolta – La scelta giusta), ma senza l’apporto del Popolo della Libertà. Altro volto noto è quello dell’architetto Mario Gallina, 64 anni, un passato da assessore e consigliere comunale sotto la bandiera del Pci. Gallina sarà sostenuto da Rifondazione Comunista e Rivoluzione in Comune. Il Pdl, martoriato da lotte interne, presenta in extremis il giovanissimo Giorgio Triolo, trentunenne che si propone come obiettivo quello di svecchiare gli ingranaggi amministrativi locali e, soprattutto, stare di più dalla parte del cittadino.

Il centrosinistra, invece, che ha dovuto tenere a bada i malumori di Area Democratica, punta tutto su un altro politico navigato. Giovanni Antonio Torchiaro, 58enne dirigente bancario, è un ex assessore comunale in quota Pci. In mezzo a questo calderone di aspiranti sindaci, desta curiosità ovviamente il Movimento Cinque Stelle, che come candidato propone il “cittadino” Francesco Sapia. Corre da solo anche l’Udc, che ai nastri di partenza della “babele elettorale coriglianese” presenta l’ex consigliere comunale Antonio Cataldo Russo. La chiusura del cerchio, poi, spetta alle liste civiche. Domenico Piattello (già candidato sindaco alle scorse elezioni) guida “Corigliano Svegliati”, la casalinga Maria Filomena Russo, è a capo invece di “Idea Sociale”, lista di estrema destra che tra le sue fila ha molti under30. Ci riprova per la terza volta, invece, Giorgio Aversente, leader del movimento politico-popolare “Un volto nuovo”.

Gli altri outsider sono l’avvocato Elvira Campana (movimento civico “Corigliano Domani”), Antonietta Bruno (“Movimento San Mauro”) e Gioacchino Campolo (“Liberi Ausoni” e “Lista Sole”) trentaquattrenne che inserisce il Welfare alla base del programma elettorale. Dodici nomi e diciannove liste e sullo sfondo lo scetticismo di una popolazione, che vede il proliferare di movimenti e candidati come un mero segnale di confusione e di mancanza di idee per rilanciare una città, Corigliano, attanagliata da anni da una notevole serie di problemi.

 Pasqualino Bruno

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