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Corigliano, studenti in corteo sotto la casa della giovanissima Fabiana, uccisa dal fidanzato

Corigliano, studenti in corteo sotto la casa della giovanissima Fabiana, uccisa dal fidanzato
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Studenti sotto la casa della famiglia LuzziRabbia e dolore nell’intera comunità coriglianese per l’efferato omicidio della 16enne Fabiana Luzzi, uccisa a Corigliano Calabro dal suo fidanzato, anche lui minorenne, che dapprima l’accoltellata e, successivamente, le ha dato fuoco in aperta campagna. Fabiana, secondo il racconto del ragazzo davanti al Pubblico Ministero Maria Vallefuoco della Procura della Repubblica di Rossano, si è difesa strenuamente, tentando anche di togliere al suo assassino la tanica di benzina con cui ha bruciato il suo esile corpo.

A Corigliano Calabro, il paese dei due ragazzi, tutte le scuole sono state chiuse in segno di lutto. Gli studenti, stamani (lunedì), hanno sfilato, in corteo, con striscioni in ricordo di Fabiana Luzzi. Il corteo, partito dall’Istituto Tecnico Commerciale Statale “Luigi Palma” allo Scalo di Corigliano, è arrivato sotto l’abitazione della ragazza uccisa per manifestare la loro vicinanza nei confronti della famiglia. La mamma di Fabiana, con le lacrime agli occhi, ha voluto ringraziare tutti, affacciandosi dal terrazzo di casa, ed ha gridato ad alta voce che si faccia giustizia per il vile gesto perpetrato nei confronti della figlia. Anche il Vescovo della diocesi di Rossano-Cariati, S. E. Mons. Santo Marcianò, ha fatto visita, stamani, alla famiglia Luzzi, nonostante questi siano Testimoni di Geova, per esprimere la sua vicinanza in questo momento tragico.

“È un gesto – afferma monsignor Marcianò – ancor più efferato perché nato da una relazione tra due persone, tra due ragazzi che sembravano legati da sentimenti di affetto e, dunque, di fiducia”.

Antonio Le Fosse

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One Response to Corigliano, studenti in corteo sotto la casa della giovanissima Fabiana, uccisa dal fidanzato

  1. Sara Isidoro 2013/05/29 at 12:13

    Se è vero che la gelosia è qualcosa di bello perchè sentirsi appartenere a qualcuno è gratificante, se è vero che una ragazzina di 15 anni può essere condannata a morte perchè un solo giudice portatore di un sentimento chiamato “amore” ha deciso per lei manifestando il grande cancro della società”la gelosia”, allora c’è la necessità che qualcosa si muova, che qualcosa cambi. Questo malessere definito un sentimento con il nome gelosia non è altro che un cancro vero e proprio, non solo per il rapporto di coppia, ma proprio perché come un disserbante che brucia l’erbetta incolta nel suo pieno vivere, esso rappresenta un male x la società e un trauma nel cuore dei suoi cari. Già … un fulmine a ciel sereno per chi con amore aveva messo al mondo cresciuto e accudito un ingenua vita umana. Mi chiedo, quante vittime dovranno esserci prima che questo femminicidio sia bloccato? Quante donne dovranno essere picchiate, umiliate, bruciate e infine uccise x far si che la legge italiana prenda seri provvedimenti? Evidentemente chi dovrebbe far qualcosa si trova troppo in alto dal piedistallo non riesce a vedere quanto noi, povero popolo, stiamo sprofondando nell’inferno!
    Il mio pensiero và ai genitori della piccola vittima e ai genitori umiliati e derisi del giovane assasino. Che giustizia sia fatta, in nome del principio e dei valori italiani!

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