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Trebisacce, furgone fuoristrada su viadotto E90. Due morti tra braccianti che si recavano a lavoro

Trebisacce, furgone fuoristrada su viadotto E90. Due morti tra braccianti che si recavano a lavoro
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Il luogo dell'incidente

Il luogo dell’incidente

Un gravissimo incidente stradale si è infatti verificato ieri notte (tra lunedì e martedì) nei pressi di Trebisacce. Un furgone Fiat Ducato, con il carico umano di ben nove braccianti agricoli che si recavano al lavoro, per cause ancora da accertare è sbandato e, dopo una serie di testa-coda, è finito contro le barriere in ferro che delimitano la carreggiata, nel tratto di superstrada E 90, lungo il viadotto sopra la frazione di Pagliara, direzione Taranto.

Nel violento impatto sono state coinvolte ben nove persone di origini straniere, tutte a bordo del furgone, delle quali due hanno perso la vita sull’asfalto, mentre altre sei sono rimaste ferite più o meno gravemente. Di queste, due sono tuttora in prognosi riservata presso l’Ospedale Civile di Cosenza. Miracolosamente illesa, invece, la sola Ion Marinela, 27 anni, cittadina rumena che era alla guida del mezzo sul quale viaggiavano in tutto nove persone, 5 donne e quattro uomini di cui 7 rumeni e 2 bulgari.

A perdere la vita nel grave incidente stradale, due rumeni, Marcel Mocan, 38 anni e Doru Badu, 43 anni, il primo deceduto sul colpo ed il secondo mentre veniva estratto dal mezzo incidentato. Come detto i feriti sono sei: Ion Daniela, 27 anni, Lin Linguraru Maria, 31 anni, Fico Iacov Marian, 19 anni e la minore A. S.,16 anni, quattro donne tutte rumene, a cui si aggiungono Krastev Valerj Ivanov, 44 anni e Panaiatova Margherita 50 anni, entrambi di nazionalità bulgara.

Visto il numero degli incidentati, sul posto sono intervenute due ambulanze del 118 che, dopo aver prestato i primi soccorsi, hanno trasferito cinque dei feriti presso gli ospedali di Rossano (tre) e di Corigliano (due) mentre il sesto, la minore di 16 anni, in pericolo di vita, è stato trasferita nella stessa nottata presso la il reparto di Rianimazione di Cosenza. Ieri mattina, anche uno dei feriti ricoverati a Rossano, per l’aggravarsi del suo quadro clinico, è stato trasferito, in elisoccorso, a Cosenza. Dunque, il già tragico bilancio potrebbe aggravarsi ulteriormente. I primi ad intervenire sono stati i residenti di contrada Pagliara le cui abitazioni si trovano al di sotto del viadotto, sobbalzati dal letto per il fracasso delle lamiere del mezzo. Lo scenario che si sono trovati di fronte è stato agghiacciante: urla disperate e pianto a dirotto di chi è riuscito a salvarsi e chiamava a gran voce i due amici ormai senza vita. L’incidente si è infatti verificato intorno alle 3.00 di notte ed il buio della notte rende tutto più macabro e atroce.

Coinvolto, come si diceva, il “solito” pulmino che trasportava braccianti agricoli provenienti da Rossano dove ha sede la Cooperativa per la quale prestano lavoro e diretti nelle campagne della Piana di Metaponto. Ancora incerte le cause dell’incidente sulle quali stanno facendo gli opportuni accertamenti gli uomini della Polstrada di Rossano. Si parla del possibile scoppio di un pneumatico perché sul posto sarebbero stati rinvenuti alcuni frammenti di gomme, ma si può escludere un possibile colpo di sonno. Sicuramente la velocità del mezzo, agevolata dalla pendenza della strada e dal fatto che la carreggiata, vista l’ora, fosse completamente libera, avrà avuto un ruolo fondamentale nel determinare la gravità dell’incidente. Per fortuna le barriere metalliche, sostituite da poco tempo, hanno resistito al violento impatto, consentendo al mezzo di rimanere sulla carreggiata e di non precipitare nel vuoto sottostante. Altrimenti, vista l’altezza del viadotto (10/15 metri) e la zona urbanizzata, la tragedia si sarebbe trasformata nell’ennesima mattanza per mano della famigerata strada della morte.

Pino La Rocca

 

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