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Trebisacce, in piazza Matteotti non si fa più gol. L’ordinanza che divide i cittadini

Trebisacce, in piazza Matteotti non si fa più gol. L’ordinanza che divide i cittadini
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Un'immagine di repertorio di piazza Matteotti a Trebisacce

Un’immagine di repertorio di piazza Matteotti a Trebisacce

Le polemiche tra le forze politiche di Maggioranza e Opposizione a Trebisacce non vanno in vacanza neanche ad agosto e questa volta al centro della disputa c’è  un’Ordinanza dell’ufficio tecnico comunale che fa divieto ai ragazzi di giocare a pallone su piazza Matteotti. La piazza su cui solitamente si tengono i comizi elettorali funge, tra l’altro, da sagrato alla Chiesa della Pietà. Si tratta, di un rito, quello dei giovani che giocano a pallone su quella piazza, consolidato nel corso degli anni a partire dal primo dopoguerra, allorquando si giocava con una palla di pezza. Un rito che, con la carenza endemica di strutture per il tempo libero, consente ai ragazzi di scorazzare e di bruciare le energie superflue ma che spesso e volentieri ha suscitato poteste e mugugni, non tanto da parte dei parroci che hanno sempre sopportato la cosa con cristiana pazienza, ma da parte dei residenti che non trovano pace neanche di notte e soprattutto da parte degli “anziani” che spesso siedono sulle panchine della piazza in cerca di un po’ di aria e che spesso e volentieri si vedono bersagliati dal pallone.

PUBBLICITA' DELFINI PAG. 2 BASSAEsigenze diverse dunque e difficilmente conciliabili. Da qui le proteste ed il divieto di questi giorni, che diventa ben presto un caso. «E’ fatto divieto – si legge nell’Ordinanza – di giocare a pallone tenendo comportamenti che possono arrecare danno ai beni pubblici… e molestare i passanti e/o le persone che sostano in detti spazi, oltre il transito e lo stazionamento di auto… Le violazioni alla presente Ordinanza sono punite con una sanzione amministrativa pecuniaria da 50 a 500 euro. Delle violazioni commesse da minori risponderanno coloro i quali sono tenuti alla loro sorveglianza. Agli agenti della Polizia Municipale e agli altri Agenti della Forza Pubblica è demandato di far osservare la presente Ordinanza». Contro l’Ordinanza, ritenuta lesiva dei bisogni dei ragazzi, è intervenuto prima il vice-presidente di Trebisacce Futuro Paolo Accoti: «E’ come – scrive l’avvocato Accoti – se avessimo perduto di vista non solo la realtà quotidiana ma anche il nostro passato ed i tempi in cui anche noi giocavamo a palla per le strade, imbrattando qualche muro ed arrecando disturbo agli altri… E’ una ruota che gira». Poi, rivolto ai bambini in modo metaforico, li invita a stare a casa a giocare con i video-giochi. «La qual cosa – conclude ironicamente Accoti – è salutare, perché stimola la fantasia e favorisce i rapporti sociali». Sulla stessa lunghezza d’onda la segretaria del movimento Loredana Latronico la quale, in qualità di “titolare dei diritti di partecipazione”, ritiene l’Ordinanza “inopportuna, irrispettosa oltre che lesiva dal fanciullo” e si appella alla Convenzione sui diritti dell’Infanzia «che – scrive la dottoressa Latronico – riconosce al fanciullo il diritto al gioco e diritti di uguaglianza e mezzi appropriati per il divertimento e le attività ricreative, come strumenti per la formazione e la crescita…».

Pino La Rocca

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