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Terremoto Pollino, delegazione a Roma. Chiesti al Governo 80 milioni di euro

Terremoto Pollino, delegazione a Roma. Chiesti al Governo 80 milioni di euro
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terremoto_pollino-300x300Il comitato dei sindaci dei comuni colpiti dal terremoto sul Pollino del 26 ottobre 2012, guidati dal Presidente del Parco, Domenico Pappaterra, ha chiesto al Governo 80 milioni di euro. Stamane (venerdì) a Roma incontro con il viceministro Fassina, il presidente del parco del Pollino, Pappaterra ed i sindaci dei comuni colpiti. Trentacinque milioni di euro per la ricostruzione di abitazioni soggette ad ordinanza di sgombero delle famiglie sfollate e quarantacinque milioni di euro da utilizzare per interventi sulle seconde case, gli edifici pericolanti che potrebbero comportare pubblica incolumità, e la ricostruzione delle infrastrutture pubbliche come scuole, chiese, ospedali ed altro.

A nome delle comunità terremotate di Calabria e Basilicata, rappresentate nella Capitale dal sindaco di Mormanno, Guglielmo Armentano, dal sindaco di Laino castello, Cosenza, dal vincesindaco di Laino Borgo, Mario Donato, dal vicensindaco di Rotonda, Bruno Rocco, dal sindaco di Castelluccio Inferiore, Roberto Giordano, di Viggianello, Vincenzo Corraro, e dal vicesindaco di Castelluccio Superiore, Giovanni Ruggero, Pappaterra ha riproposto a Fassina le «richieste relative ad una serie di interventi a favore popolazioni del pollino» con riferimento «al sostegno delle famiglie sgomberate» chiedendo «misure fiscali agevolate» per una somma di 7milioni di euro «finalizzati a contributi per autonoma sistemazione, esenzione Imu e Tares, perdite di esercizio per attività commerciali» oltre alla «deroga del patto stabilità per i comuni», unitamente alla scheda operativa sul «piano di ricostruzione diviso per tipologie di intervento».

Fassina ha dato «grande rilevanza alla problematica» – racconta il Presidente del parco del Pollino – impegnandosi con «massima attenzione» ad «introdurre all’interno della legge di stabilità che sarà presentata dal governo ad ottobre» i passaggi e le risorse utili per «soddisfare la prima parte di richiesta ed avviare il piano di ricostruzione» nelle urgenze abitative. «Siamo sicuri – ha continuato Armentano – che qualcosa porteremo a casa. Torniamo alle nostre comunità speranzosi che qualcosa avvenga da qui a breve».

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