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«Sanità al collasso». L’Adaj critica la chiusura della guardia medica a Canna

«Sanità al collasso». L’Adaj critica la chiusura della guardia medica a Canna
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CannaLa soppressione della Guardia Medica, in un comune montano e più distante di tanti altri da altri presidi sanitari, ha sollevato forti reazioni a Canna. A cominciare dall’Adaj (associazione disabili dell’Alto Jonio) il cui presidente Caterina Pisilli in una nota scrive:  «Siamo fortemente preoccupati ed amareggiati per il sistematico disfacimento del sistema sanitario locale, a partire dalla chiusura dell’ospedale di Trebisacce, al taglio della Guardia Medica che, per il nostro territorio, significa chiudere un presidio di valore assoluto, un punto di riferimento per la nostra comunità. Si rendono conto i nostri dirigenti – continua la signora Pisilli – che la Guardia Medica è fondamentale per la nostra comunità? Essa funge da filtro per l’ospedale e non può essere tagliata in modo ragionieristico. E poi, perché Canna che è distante chilometri e chilometri dal Pronto Soccorso? Siamo veramente al collasso del servizio sanitario…. Se c’è da far quadrare i conti nella sanità, si incominci a licenziare tutti gli amministrativi in eccedenza, che stazionano nei diversi uffici dell’Asp, che fanno lievitare all’inverosimile i costi del personale, si tagliassero gli sprechi e non “i servizi di prima necessità”… La verità è che siamo di fronte ad uno smantellamento completo dell’assistenza sanitaria. E allora – conclude il presidente dell’Adaj a nome degli associati che rappresentano la fascia più esposta – rivolgo un appello accorato ai sindaci del Distretto: prendete a cuore la salvaguardia del territorio nel suo insieme, perché oggi tocca a Canna, domani non si sa a chi».

Pino La Rocca

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