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Lsu-Lpu, in arrivo tre mesi di arretrati. Ma senza stabilizzazione ci sarà un «gennaio caldo»

Lsu-Lpu, in arrivo tre mesi di arretrati. Ma senza stabilizzazione ci sarà un «gennaio caldo»
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photo33Buone notizie dalla Regione per i percettori degli ammortizzatori sociali in deroga, a favore dei quali sono stati stanziati 27milioni di euro, in parte dalla Regione e in parte dal Governo, che serviranno alla copertura di tre mensilità arretrate, ma la situazione dei lavoratori precari LSU ed LPU continua a rappresentare una vera e propria bomba sociale, che rischia di esplodere da un momento all’altro. Infatti, se non ci sarà la stabilizzazione entro il 31 dicembre 2013, 5mila lavoratori precari, tra cui circa 1.500 nella sola provincia di Cosenza e oltre 700 nell’Alto Jonio, che da ben 16 anni operano ormai stabilmente negli enti comunali e territoriali dove svolgono le mansioni più disparate, a decorrere dal I° gennaio 2014 andranno a casa in via definitiva e, con i tempi che corrono sarebbe veramente una tragedia sociale. Per la verità il Governo e la Regione, consapevoli della gravità del rischio e preoccupati a seguito delle mobilitazioni sindacali e degli scioperi organizzati nei giorni scorsi, hanno avviato un tavolo operativo presso il ministero del Lavoro per affrontare l’emergenza, ma finora la trattativa non decolla perché pare che il Governo-Letta sia restìo nell’aprire i cordoni della borsa.

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Secondo i sindacati mancherebbe infatti la volontà politica per trovare le soluzioni al problema dei precari e il Governo Letta non intenderebbe investire neanche un euro su questa problematica. È cominciato perciò il conto alla rovescia che potrebbe portare all’esplosione di una vera e propria bomba sociale in tutta la regione. Le organizzazioni sindacali unitarie ed i sindacati di base mettono le mani avanti e preannunciano che le manifestazioni di protesta dello scorso 4 novembre, che hanno letteralmente paralizzato l’intero territorio calabrese con l’occupazione di stazioni, binari, autostrada e diversi municipi, sono solo un assaggio di quello che potrebbe accadere a partire dal prossimo gennaio.

Pino La Rocca

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