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Oriolo, l’uomo scopre in Dio “La gioia della libertà”. L’ultimo libro di don Nicola De Luca

Oriolo, l’uomo scopre in Dio “La gioia della libertà”. L’ultimo libro di don Nicola De Luca
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La copertina del libro

La copertina del libro

Se l’uomo rivendica disperatamente la libertà come suo diritto inalienabile, perché su qualunque terreno egli cerchi di condurre le sue battaglie morali si ritrova in catene?

È questa in sintesi la domanda cruciale da cui nasce, la volontà ferma, il desiderio profondo, di Don Nicola De Luca di dare una risposta con la sua ultima opera teologica LA GIOIA DELLA LIBERTÀ venti meditazioni evangeliche per una spiritualità cristocentrica liberante.

Don Nicola De Luca è attualmente parroco nella Parrocchia San Giorgio Martire di Oriolo, ma è anche e soprattutto un ministro di Dio che da anni, molti anni, ne segue scrupolosamente le tracce all’interno del cammino del Movimento Apostolico sorto, non certo per volontà dell’uomo, a Catanzaro il 3 novembre 1975 tramite la sua umile Ispiratrice e Fondatrice Signora Maria Marino.

Questo testo è una coraggiosa riflessione sulla libertà, non quella modellata sui desideri di ciascuno, sulle proprie aspirazioni, sulle bramosie. Non è una libertà che cambia faccia a seconda del punto di vista dal quale la si guarda, che si adatta alla relatività della morale di ognuno. La libertà che l’uomo edifica da sé è una medaglia dal doppio risvolto, da un lato apparentemente lo appaga, dall’altro lo schiaccia sui suoi stessi pensieri, diventa una gabbia, magari d’oro, ma pur sempre una gabbia dalla quale è difficile uscire, serve un serio lavoro su se stessi. Quella che si tocca tra le pagine del libro di Don Nicola De Luca è una libertà che nasce dalla certezza di aver incontrato la verità. Per gli uomini di questo tempo libertà e verità sono inconciliabili, è una società immersa nella molteplicità degli sguardi ed è umanamente impossibile riunirli tutti in una sola, univoca definizione di verità. Ma ciò che è sorprendente in questo testo è la scoperta che, l’assunto dal quale si parte per cercare la famigerata libertà è semplicemente effimero, fragile. È vero non esistono domande stupide, ma esistono domande sbagliate. Chiedersi cos’è la libertà è una domanda sbagliata. È questa la rivelazione presente nel testo.

La libertà non è un ideale, non è un teorema dimostrabile, non è un pensiero filosofico, non è nemmeno un pensiero politico o un prodotto materiale che si può acquistare in qualche centro commerciale di ultima generazione. La libertà è Verbo, nel senso più squisitamente linguistico di questo vocabolo che trae le sue origini dal latino Verbum, Parola. Non una parola qualsiasi, ma la Parola di Dio. La Parola è senza dubbio un aspetto non trascurabile della nostra condizione umana, è l’immagine della nostra essenza, è ciò che ci differisce da tutte le altre creature . Noi abbiamo il linguaggio, gli altri essere viventi no. E allora se la nostra stessa natura non può prescindere dal linguaggio, la nostra umanità non può darsi se slegata dal Verbo dei Verbi, quello di Dio, il solo che si è fatto carne nel seno della Vergine Maria ed è venuto ad abitare in mezzo a noi.

don nicolaDon Nicola De Luca (nella foto) in questo saggio ci spinge a riformulare la domanda iniziale partendo non da cosa, ma da “chi” è la libertà? L’autore vuole dire ai quanti si accosteranno a questo testo che tra noi e Cristo, piaccia o meno, c’è un legame intimo, naturale, sostanziale. La liberta è il Verbo di Dio e il verbo di Dio è verità, ecco allora che per l’uomo non c’è possibilità di libertà all’infuori della verità che è Cristo. Al cospetto di una simile scoperta, nata da una ricerca che viene dal desiderio intimo di ridare speranza a un mondo sempre più confuso, pronto a cedere al fascino delle tendenze filosofiche del momento, le sedicenti certezze costruite leggendo libri, giornali, guardando trasmissioni per intellettuali, si sciolgono come neve al sole. L’uomo predica oggi una libertà che non possiede e allora come dice lo stesso autore si illude con variegate interpretazioni che schiavizzano ancor di più la persona umana abbandonandola alle sue prigionie. (ivi, p. 7). A porre un abisso tra la nostra libertà e quella di Cristo è l’assunto di partenza. Noi partiamo dai nostri pensieri, Cristo parte dal Padre, dalla sua volontà su di Lui, l’unica che può condurlo alla libertà.

Fra le pagine più affascinanti del libro la meditazione intitolata “Libertà da se stessi” merita una piccola prolusione. Densa di spunti per interrogare prima di tutto l’anima, la riflessione porta il lettore aldilà del suo tempo storico, aldilà della sua esistenza materiale, aldilà del suo stesso esistere.  Lungi dall’essere un mero vademecum per il buon cristiano l’ultimo libro di Don Nicola De Luca è un’opportunità per guardarsi seriamente dentro, per arrivare fin dove si annida la nostra volontà, che pretende di scorrere incontrastata, per metterla seriamente in discussione. Il premio? Ce lo annuncia già l’autore, la liberazione per ogni uomo e ogni donna del nostro tempo chiuso nel carcere di un’esistenza opaca e senza vita (ivi, p. 104).

Katia Adduci

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