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Berardi, «fenomeno già da piccolo, ma sempre umile». Due avversari dell’Alto Jonio lo ricordano

Berardi, «fenomeno già da piccolo, ma sempre umile». Due avversari dell’Alto Jonio lo ricordano
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Domenico Berardi, attaccante calabrese del Sassuolo

Domenico Berardi, attaccante calabrese del Sassuolo

Renato Simonelli e Francesco Basile, compagni di squadra nel settore giovanile dell’Oriolo, hanno affrontato Domenico Berardi e il suo Castello Crosia nel 2009, durante il campionato Allievi provinciali. L’Oriolo fu l’unica squadra a fermare il Castello in quel campionato e Berardi esaudì anche una piccola richiesta di Basile. 

Renato Simonelli può definirsi, per certi versi, più “fortunato” del suo compagno di reparto Christian Abbiati. Correva l’anno 2009 e il campionato era quello della categoria Allievi provinciali; l’Oriolo di Simonelli riuscì nell’impresa di tener testa al Castello Mirto Crosia guidato dal futuro castigatore del Milan, un certo Domenico Berardi. Il Castello, infatti, vinse tutte le partite di quel campionato Allievi, tranne quella a Oriolo, che finì con un pirotecnico 3-3, con tripletta, guarda caso, di Berardi.

«Posso ritenermi fortunato – ha ammesso scherzosamente Simonelli – in fondo quel giorno incassai “solo” tre gol da Berardi e non quattro con il mio collega più famoso Abbiati, e due tra l’altro su rigore. Ci levammo lo sfizio di frenare il Castello, che in quel campionato aveva battuto tutte le avversarie, soprattutto per la forza di Domenico, che era veramente una spanna sopra tutti».

La squadra del 2009 dell'Oriolo, categoria Allievi provinciali

La squadra del 2009 dell’Oriolo, categoria Allievi provinciali

Simonelli, che l’anno scorso ha ottenuto la promozione in Seconda Categoria con l’Oriolo, non ha dubbi. «Berardi è l’avversario più forte che mi sono ritrovato di fronte, anche se nell’alto jonio cosentino non mancano i giovani calciatori di valore. Penso a Francesco Bellitta (terzino classe ’93 dell’Asti) e Simone Golia (punta nata nel 1996 di proprietà dell’Inter, ma in prestito al Carpi). Certo, è facile dire ora che Berardi è il talento migliore sfornato dalle nostre parti negli ultimi anni,  ma è qualcosa che pensavamo già quattro anni fa, tanto che, spesse volte e senza sminuire la scuola calcio di Castello, ci chiedevamo come mai giocasse in una squadra impegnata negli Allievi provinciali e non in un settore giovanile di un team più blasonato».

Basile e Simonelli con la maglia dell'Oriolo

Basile e Simonelli con la maglia dell’Oriolo

L’aneddoto di Basile – Il capitano di quella squadra Allievi dell’Oriolo era Francesco Basile (centrocampista laterale che gioca nella prima squadra del paese dell’Alto jonio), che ha aperto il “cassetto dei ricordi” per raccontare un aneddoto legato a Berardi. «Nella partita di andata del campionato Allievi – ha raccontato Basile – ci presentammo a Crosia in 11. Uno dei miei compagni, tuttavia, dimenticò il documento di identità a casa e ci ritrovammo a giocare in inferiorità numerica. Fu una autentica disfatta – ha proseguito Basile – tanto che alla fine incassammo 10 gol, 6 portarono la firma di Berardi. Durante la partita notai che i ragazzi del Castello avevano il logo del Cosenza sulle maglie, perché la loro scuola calcio era affiliata al club rossoblu. Io già all’epoca ero tifosissimo del Cosenza, così, a fine gara dissi a Berardi “bene, ora per farmi passare un po’ di amarezza per questi dieci gol subìti, potresti anche darmi la tua maglietta”. Domenico prese sul serio la mia richiesta e mi rispose “la maglietta purtroppo non posso dartela, perché non ne abbiamo altre di riserva, ma se vuoi vado dal mio presidente e gli chiedo se ha ancora uno stemma del Cosenza”. Detto fatto, finì la doccia, andò dal suo presidente, si fece dare uno stemma del Cosenza e me lo consegnò».

Basile ha solo parole di ammirazione per Berardi. «Nonostante fosse consapevole che era il più forte di quel campionato Allievi provinciali, si è sempre comportato con umiltà. Fino a un annetto e mezzo fa non sapevo giocasse nel Sassuolo, poi un sabato pomeriggio ero a casa a guardare le partite della Serie B e lui segnò in un match contro il Crotone. Mi ricordai di quella partita a Crosia e del suo gesto e andai a ripescare lo stemma del Cosenza nella mia stanza».

Il dubbio della traversa divelta – Resta un ultimo particolare da chiarire, secondo una recente dichiarazione di un suo ex allenatore, Berardi, durante una partita a Oriolo, tiro giù la traversa con un tiro di destro. Simonelli e Basile, tuttavia, non ricordano l’accaduto. «Forse sarà successo in una sfida dove noi non eravamo presenti oppure il suo ex mister avrà confuso il luogo dell’accaduto, ma noi ricordiamo che segnava a grappoli, ma la traversa abbattuta, quella no».

Chissà, magari un giorno sarà proprio Berardi in persona a dare la sua versione sull’accaduto.

Pasqualino Bruno

 

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