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A Cassano le fiaccole della speranza. La mamma di Cocò: «Non ci facciamo più del male» (FOTO)

A Cassano le fiaccole della speranza. La mamma di Cocò: «Non ci facciamo più del male» (FOTO)
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fiaccolata cassanoTanta gente, ieri sera (venerdì), è scesa in piazza, nonostante la pioggia, per partecipare alla fiaccolata, promossa dalla Diocesi e dall’Amministrazione comunale di Cassano allo Jonio, per dire NO alla violenza e per ricordare le tre vittime (Giuseppe Iannicelli, Ibtissam Taouss e il piccolo Nicola Campolongo) trovate bruciate in auto, domenica scorsa, in una zona impervia nel comune cassanese. Il corteo, dopo aver percorso le vie cittadine in silenzio religioso, ha fatto tappa nella Cattedrale. «Il buio nel quale è piombata la nostra comunità – ha commentato il vescovo Nunzio Galantino – ha una causa precisa: la violenza. Un buio reso ancora più spesso e insopportabile dalla efferatezza con la quale ci si è accaniti sui corpi e, soprattutto, perché tra le vittime c’era un bimbo certamente innocente. Se stiamo qui stasera è per ritrovare la voglia di rimetterci in cammino e di trovare la luce in questo buio». Alla fiaccolata hanno preso parte, tra gli altri, il sindaco di Cassano, Giovanni Papasso, il presidente della Provincia di Reggio Calabria, Giuseppe Raffa, il presidente della Provincia di Cosenza, Mario Oliverio, il presidente della Commissione anti ‘ndrangheta della Regione Calabria, Salvatore Magarò, il consigliere regionale, Gianluca Gallo, il fratello di Giuseppe Iannicelli, ma anche diverse associazioni, unioni sindacali, studenti e semplici cittadini.

“Noi  siamo fuoco di speranza”. E’ stata questa la scritta che ha guidato la fiaccolata silenziosa. La popolazione cassanese non è rimasta indifferente al triplice omicidio consumato nei giorni scorsi. Cassano Jonio, la terra etichettata comeviolenta e teatro di tanti traffici illeciti, ieri sera ha gridato a gran voce che la vera Cassano è un’altra. A testimoniare questo grido disperato, di legalità e di pace è stata la presenza di moltissime persone che fiere hanno impugnato la fiaccola della speranza.

«La fiaccolata di stasera – ha sottolineato il vescovo – vuole dire che qui c’è gente che vuole contribuire, col proprio impegno, a vivere la vita buona del Vangelo, fatta di assunzione di responsabilità e di rispetto verso gli altri». Commovente, poi, la lettera scritta da Antonia Iannicelli, mamma del piccolo Cocò Campolongo, la quale è stata letta in Cattedrale e che ha commosso tutti. “Sono la mamma di Nicola che il 16 gennaio 2014, in modo tragico e violento, ci è stato tolto al grande amore di noi familiari. Tramite questa missiva voglio soltanto esprimere ciò che il mio animo, anche se trafitto dal grande dolore, mi suggerisce che dobbiamo cambiare e dobbiamo sforzarci di non rispondere con la vendetta, ma con l’amore. Questi pensieri mi vengono di fronte alla parola di Dio e mi aiutano a capire il perché della morte del mio piccolo Cocò. Il mio cuore di mamma, poi, mi suggerisce di conservare nel mio animo il dolore di aver perso un figlio, ma di aver guadagnato un angelo che, sicuramente, non vuole che noi sulla terra continuiamo a farci del male. Non ci siano, perciò, più conflitti negli animi di noi grandi per non farli vivere ai nostri figli.” Proseguono, intanto, le indagini degli inquirenti, oltre della Procura della Repubblica di Castrovillari e della Dda di Catanzaro, per fare piena luce sul tragico e feroce episodio.

Antonio Le Fosse – Veronica Iannicelli

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