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Rossano, occupata la strada che porta a Bucita. «Bando sui rifiuti scandaloso, la Regione deve ritirarlo»

Rossano, occupata la strada che porta a Bucita. «Bando sui rifiuti scandaloso, la Regione deve ritirarlo»
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La protesta dei cittadini di Contrada Bucita (foto tratta dal web)

La protesta dei cittadini di Contrada Bucita (foto tratta dal web)

I cittadini rossanesi hanno occupato la strada che porta al polo tecnologico di contrada Bucita. La drastica soluzione è arrivata, secondo il “Comitato in difesa di Bucita e del territorio”  «a seguito delle risposte ridicole e arroganti della Regione Calabria rispetto alla sacrosanta richiesta di ritirare lo scandaloso bando di smaltimento all’estero dei rifiuti. Il bando in questione – hanno ribadito i responsabili del comitato – spende 90 milioni di euro di soldi pubblici in un anno, tale bando prevede che 750 tonnellate al giorno possano essere conferite a Bucita laddove già conferiscono 36 comuni del comprensorio e laddove ci sono già due discariche di cui una, sempre di proprietà della Regione, sequestrata per disastro ambientale. Non solo: tale bando prevede che tutti i rifiuti tal quale della provincia di Cosenza possano finire nel porto di Corigliano Calabro, assuefacendo le infrastrutture già carenti di quest’area, facendo diventare la Sibaritide una enorme stazione di trattamento rifiuti».

Il blocco della strada è continuato per tutta la giornata, nonostante la pioggia a dirotto. Il comitato ha acconsentito comunque a far passare le cisterne per il ritiro del percolato dalle discariche di Bucita. «Il comitato – si legge in una nota – ha subito molte pressioni per far passare almeno le cisterne per il ritiro del percolato dalle discariche di Bucita, fino ad essere stato minacciato di denuncia per disastro ambientale nel caso le vasche fossero traboccate. Abbiamo chiesto e ottenuto di ispezionare le vasche della discarica pubblica già sequestrata per disastro ambientale nel 2009 e dissequestrata poche settimane fa per essere nuovamente sequestrata dopo 4 giorni. Lo spettacolo che ci si è parato davanti è raccapricciante: più che una bomba ad orologeria, la discarica pubblica di Bucita dimostra di essere una bomba ecologica già esplosa che avvelena la nostra terra secondo dopo secondo: la richiesta di dissequestro di quel sito da parte della Regione rappresenta un atto criminale e indecente».

Il comitato è compatto. «Non scioglieremo il blocco fino al ritiro del bando».

Pasqualino Bruno

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