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Canna, Associazione Disabili denuncia: «Centro Riabilitazione non considera i minori»

Canna, Associazione Disabili denuncia: «Centro Riabilitazione non considera i minori»
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disabili_cover_637px_861818Gravi lacune nel  servizio di assistenza ai disabili dell’Alto Jonio. A denunciarle è ancora una volta l’Adaj, l’associazione di riferimento dei disabili dell’Alto Jonio fondata e diretta dalla signora Caterina Pisilli. In realtà, secondo quanto scrive la signora Pisilli, l’Asp di Cosenza, lavandosi pilatescamente le mani, ha delegato il servizio all’Aias di Potenza che tiene aperto il Centro di Riabilitazione di Canna a cui fanno riferimento tutti i disabili del comprensorio, ma l’Aias, forse perché le risorse non sono sufficienti, «limita il proprio servizio solo agli adulti – scrive la Pisilli – lasciando in totale abbandono un intero comprensorio di utenti della minore età che necessitano di assistenza globale.

delfini carnevaleSiamo rammaricati e delusi – scrive la mamma-coraggio – dal comportamento intrapreso dai Dirigenti dell’AIAS, perché a nostro avviso la fascia di età dei bambini bisognosi di cure hanno priorità senza nulla togliere all’adulto e senza voler alimentare alcuna guerra fra poveri,  ma occore capire che determinate cure si effettuano solo e soltanto in tenera età, proprio per sfruttare quelle potenzialità di cui tanto si parla. Noi – conclude la signora Pisilli – ci siamo battuti in tutti i modi perchè si aprisse e funzionasse al meglio il Centro di Canna, ma non riusciamo a capire per quale motivo e senza una adeguata comunicazione l’AIAS ha lasciato per tanto tempo tanti giovani utenti nella vana speranza che oggi o domani sarebbero stati chiamati. Non è così che si trattano i piccoli e sfortunati esseri umani (60 minori e 30 adulti) iscritti al Centro di Canna, che restano tuttora in attesa di essere chiamati».

Pino La Rocca

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