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Ospedale Trebisacce. Nell’immobilismo della politica locale, il Parlamento Europeo apre una speranza

Ospedale Trebisacce. Nell’immobilismo della politica locale, il Parlamento Europeo apre una speranza
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ospedale-trebisacce-nuovaBuone notizie dal Parlamento Europeo: la petizione per la riapertura dell’ospedale di Trebisacce, presentata dalla dottoressa Rossella Ciacci, è stata calendarizzata e martedì I° aprile, a nove mesi dalla sua presentazione, andrà all’esame del Parlamento Europeo. Ne ha dato notizia la stessa presentatrice che, essendo impegnata professionalmente a Bruxelles, segue da vicino la procedura e sarà lei stessa ad essere “audita” dal Parlamento Europeo. Si tratta, come si ricorderà, dell’iniziativa che aveva visto il coinvolgimento di quanti non vogliono arrendersi dinnanzi a un diritto negato e credono che ogni azione, purché nell’ottica di un sistema operoso e condiviso, debba non lasciarsi intentata, per non cedere dinnanzi alla totale débâcle di una politica che impoverisce il senso di appartenenza anche ai più elementari diritti, che restano il raro appannaggio di pochi.

«Ho lanciato l’idea di questa iniziativa – ha scritto la dottoressa Ciacci – con la consapevolezza che sebbene il problema, per la complessità che presenta, non rientri nella sfera delle competenze della legislazione europea in senso stretto, meritasse di essere comunque sollevato ad una sfera più ampia, per la sua stessa natura, che vede violato un diritto fondamentale, quello alla salute, che non può essere legato ad una territorialità e ad una nazionalità specifica. La petizione – ha aggiunto la presentatrice trebisaccese dopo aver ringraziato l’on. Erminia Mazzoni per l’impegno profuso nel voler portare al dibattito la petizione – meritava di essere sostenuta con coraggio, altrimenti sarebbe rimasta immobile nella trafila dell’imponente macchina burocratica comunitaria. Sarò io stessa, il I° aprile, – ha scritto con orgoglio la dottoressa Ciacci – ad illustrarla ed a discuterla al Parlamento Europeo. Pochi minuti ed una risposta da parte dei commissari, forse anche definitiva. Aspetto perciò l’invito ufficiale e lo estendo a coloro che fin dall’inizio hanno collaborato all’iniziativa».

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La dottoressa Ciacci, esperta, seppure giovane, di dinamiche comunitarie, ha tenuto a chiarire che: «Il Parlamento Europeo nei giorni scorsi ha chiesto all’apposita Commissione per le Petizioni di esperire un’indagine preliminare sulla materia della petizione ed il fatto di aver concesso la possibilità di adire al tavolo della discussione appare un ottimo traguardo. Seppure per pochi minuti – ha scritto soddisfatta Rossella Ciacci – saremo lì, a rappresentare il grande disagio ed il grave vuoto sanitario di un territorio coperto da ben 17 Comuni lasciato completamento scoperto di strutture sanitarie, sia pubbliche che private. Non è il caso – ha concluso la dottoressa Ciacci – di alimentare false speranze, perché questa petizione sin dall’inizio aveva l’obiettivo di tenere viva la questione e sollecitare risposte finora mai ricevute a livello nazionale. In questo caso però avrà il merito di aver creato un “precedente” importante di dibattito a livello europeo».

Pino La Rocca

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