Redazione Paese24.it

Ad Amendolara e Trebisacce si popolano le colline di San Giuseppe. Per la “festa del papà” tutti in campagna

Ad Amendolara e Trebisacce si popolano le colline di San Giuseppe. Per la “festa del papà” tutti in campagna
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San Giuseppe ad Amendolara

San Giuseppe ad Amendolara

Agevolata dalla giornata quasi primaverile che ha incoraggiato molta gente a salire sulla omonima collina, si è festeggiato anche quest’anno l’incontro, semplice e spontaneo, dei trebisaccesi con San Giuseppe, l’umile falegname di Nazaret che conta tantissimi devoti, e non solo nella cittadina jonica. La festa del padre putativo di Gesù Cristo ormai non fa parte del calendario delle festività civili, ma Trebisacce, ancorata saldamente alle sue tradizioni, non cessa di far sentire il proprio gradimento per una festa popolare e bucolica che segna l’incontro col Santo ma anche con la natura del posto ricca di verde, oltre che di un panorama mozzafiato. Un tempo gran parte della popolazione locale, complice la giornata festiva, si trasferiva, a piedi e di buon mattino, sulla collina di San Giuseppe e vi trascorreva tutta la giornata immersa in una natura incontaminata. Oggi la tradizione bucolica e anche mangereccia è stata ereditata dai giovani che, sacco in spalla, di buon mattino e a frotte, invadono la collina dando vita ad una bella scampagnata all’aria aperta. Il pomeriggio invece anche quest’anno è stato riservato alla festa religiosa con la celebrazione della Santa Messa e la solenne processione accompagnata dalla musica della Banda città di Trebisacce, durante la quale il Santo viene stato portato a spalla in un’ala di folla festante lungo le stradine che si snodano attorno alla Cappella. Poi la tradizionale “riffa” organizzata dal comitato-festa ed al termine occhi puntati al cielo per ammirare i tradizionali fuochi pirotecnici che punteggiano il cielo di mille colori.

Pino La Rocca

Copione rispettato anche ad Amendolara, dove in tanti si sono recati presso la cappellina, in campagna, a ridosso del centro abitato del Paese, per trascorrere una mezza giornata all’insegna della tradizione e della devozione. Complice anche la chiusura delle scuole per il giorno di festa, tanti ragazzi si sono riversati sulla collina di San Giuseppe. Nel corso della S. Messa celebrata da don Franco Gimigliano è avvenuta la conseuta benedizione dei panini di San Giuseppe che tante famiglie ancora oggi preparano per distribuirli, dopo la benedizione, ai presenti (lo stesso rituale si è svolto nella messa della sera celebrata in Marina). Dopo la funzione religiosa in tanti sono rimasti alla cappella per consumare un tipico pranzo frugale a base di salumi, frittate e vino e per godersi il primo vero giorno di privamera nell’Alto Jonio.

Vincenzo La Camera

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