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Trebisacce, polemiche su sequestro depuratore. «Comune incapace»? Ma l’ente si considera parte lesa

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Repertorio

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Infuria la polemica sul sequestro del depuratore comunale e sulle quattro informazioni di garanzia emesse dalla Procura la quale, a seguito delle verifiche affidate al Corpo Forestale dello Stato, ha messo a nudo le gravi criticità dell’impianto che non poteva funzionare in quanto da anni non viene liberato, come dovrebbe avvenire periodicamente, dai fanghi che l’impianto utilizza per depurare le acque reflue. Il malfunzionamento dell’impianto, secondo la Procura, avrebbe comportato, seppure episodicamente, lo sversamento diretto delle acque reflue nel torrente Pagliara prima ancora di essere depurate. Sul malfunzionamento del depuratore ovviamente si è subito innescata la polemica. Il consigliere di Minoranza Davide Cavallo, preoccupato per la caduta d’immagine della cittadina jonica, ha parlato subito di “incapacità e superficialità” con cui l’esecutivo in carica avrebbe gestito la questione-depurazione «la qual cosa, – ha scritto Cavallo – ha comportato lo sversamento di liquami nel torrente Pagliara e, forse, nel nostro splendido mare. Appare inoltre inconcepibile – ha aggiunto l’avvocato Cavallo – il ritardo di cui l’esecutivo si è reso responsabile nell’affidamento dei lavori già finanziati per oltre 900milioni di euro, da effettuarsi sull’impianto di depurazione al fine di migliorare e adeguare il sistema fognario». A caldo il sindaco Francesco Mundo ed altri esponenti della Maggioranza hanno replicato affermando che nell’intera vicenda il comune sarebbe parte lesa in quanto lo smaltimento dei fanghi era compito del gestore dell’impianto che, sebbene invitato e diffidato a provvedere, non avrebbe provveduto.

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A fare chiarezza sull’intera vicenda ci ha comunque pensato il delegato all’Ambiente Giampaolo Schiumerini il quale ha scritto testualmente la sua verità: «Sulla questione del depuratore si sono dette e scritte un sacco di cavolate…sia da una parte che dall’altra. Cerchiamo allora di chiarire: 1) non è vero che l’impianto non ha funzionato negli ultimi 5 anni: ha funzionato benissimo, come dimostrano tutte le analisi; 2) L’impianto è stato affidato ( l’anno scorso in estate) alla ditta Stigliano perchè la ditta D’ambrogio era in scadenza di contratto e per di più con la manifestata intenzione di non continuare la gestione; 3) la ditta precedente non ha provveduto a smaltire i fanghi nonostante le continue sollecitazioni; 4) i fanghi, sebbene non smaltiti, non creano problemi al ciclo della depurazione in quanto essiccati e depositati in apposita vasca; 5) lo sversamento dei liquami è avvenuto in forma episodica ed è dovuto a un problema tecnico; il sequestro è preventivo e l’impianto continua a funzionare ed il comune entro 60 giorni dovrà smaltire i fanghi, addebitandone i costi alla ditta D’Ambrogio e infine – ha concluso Schiumerini lasciando agli altri il gioco di addossarsi le responsabilità – 7) il finanziamento di 900mila euro dovrà servire ad adeguare e ad efficientare un impianto ormai obsoleto dal punto di vista tecnologico e strutturale».

Pino La Rocca

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