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Montegiordano e la chiesetta “ballerina”. Fallito trasferimento a New York, i pezzi torneranno in paese

Montegiordano e la chiesetta “ballerina”. Fallito trasferimento a New York, i pezzi torneranno in paese
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chiesetta-3Rientreranno nella loro sede naturale e saranno riconsegnati alla devozione dei montegiordanesi i pezzi sezionati della Chiesetta della Madonna del Carmine sequestrati, nel mese di ottobre dell’anno scorso, nel porto di Gioia Tauro poco prima di salpare, a bordo di ben undici conteiners, per gli Stati Uniti. Come si ricorderà l’operazione di polizia giudiziaria che riuscì a sventare in extremis il trasferimento delle parti murarie della Chiesetta del Carmine, fu condotta dai Carabinieri del Nucleo di Tutela del Patrimonio Artistico di Cosenza, in collaborazione con i Carabinieri della Compagnia di Corigliano e con i funzionari dell’ufficio Dogane di Gioia Tauro. Ad emettere il provvedimento di sequestro per il reato di tentata esportazione illecita di beni culturali, era stata la Procura della Repubblica di Palmi competente per territorio.

La chiesetta smontata

La chiesetta smontata

I pezzi della Chiesetta, come è stato appurato dalle Forze dell’Ordine, erano destinati alla riedificazione della chiesetta nel cortile del MoMa Ps1 di New York, a cura dell’artista Francesco Vezzoli, bresciano di nascita ma sempre in giro per il mondo, uno degli artisti contemporanei italiani più affermati a livello internazionale. A distanza di circa cinque mesi da quella data, le operazioni di rientro a Montegiordano sono iniziate ieri mattina e proseguiranno nei prossimi giorni. All’epoca i Carabinieri, insieme ai resti della Cappella gentilizia, che risultava ormai in rovina, avevano sequestrato altri 14 conci in muratura già imballati, insieme ad altri blocchi murari sempre riconducibili alla Chiesa del Carmine.

Lo stesso artista Francesco Vezzoli una volta scoperta sul web l’esistenza della Chiesetta ed avendo appreso che apparteneva ad un privato, ebbe la folgorante idea di acquistarla per includerla nel percorso della retrospettiva nomade battezzata “La Trinità”, che prevedeva l’esposizione in tre grandi musei del mondo per coniugare arte, religione e glamour, rispettivamente al Maxxi di Roma, al MoMa di New York ed al MoCa di Los Angeles.

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Il progetto è però fallito per il provvidenziale intervento del Ministero dei Beni Culturali che effettuò la segnalazione alla Sovrintendenza di Cosenza che è intervenuta sul posto con l’architetto trebisaccese Mariano Bianchi per bloccare la definitiva opera di smontaggio della Chiesetta e porla sotto sequestro. All’epoca, come si ricorderà, da Montegiordano e dai paesi vicini si elevò un coro di protesta contro l’iniziativa di chi, oltre alla grande devozione per la Madonna del Carmine, apprezzava la chiesetta sotto l’aspetto storico della struttura, costruita mattone su mattone dai propri antenati che per anni vi hanno festeggiato la Madonna del Carmine, patrona della cittadina dell’Alto Jonio cosentino. L’amministrazione comunale all’epoca non aveva assunto una posizione precisa, giustificandosi col dire che essendo sconsacrata e di proprietà privata nulla poteva essere fatto per impedirne l’asporto.

Pino La Rocca

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