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L’Alto Jonio va al voto, ma la politica rimane a casa

L’Alto Jonio va al voto, ma la politica rimane a casa
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simboli-presentatiIl 25 e 26 maggio si eleggerà il nuovo Parlamento Europeo ed è già iniziata da giorni la bagarre politica tra i sostenitori dell’euro e gli euro-scettici, ma nell’Alto Jonio i riflettori sono decisamente puntati sugli 8 comuni che andranno al voto per le amministrative. Si tratta di oltre la metà dei comuni del Comprensorio e precisamente Alessandria del Carretto, Cerchiara di Calabria, Montegiordano, Nocara, Oriolo, Rocca Imperiale, Roseto Capo Spulico e Villapiana. In ognuno di questi paesi, anche in quelli più piccoli come Alessandra e Nocara, si sono formate almeno due liste, la qual cosa, se non altro, darà un senso alla competizione elettorale. Solo a Montegiordano e a Villapiana sono in lizza tre liste. Negli altri sei comuni sono invece due i contendenti. Complessivamente le liste presentate sono 18, tutte rigorosamente civiche e poco meno di 200 saranno i candidati, uomini e donne, che tenteranno la scalata al palazzo. Segno evidente che, tutto sommato, c’è ancora voglia di spendersi per il proprio paese, con la speranza, pensano in molti, che sia questo l’obiettivo prioritario e non il tentativo di inventarsi un’occupazione più o meno comoda per sbarcare il lunario. La preparazione delle liste è stata dovunque laboriosa e preceduta da incontri, da accordi, da compromessi e da smarcamenti strategici da cui sono venute fuori liste talvolta ibride che, seppure dichiaratamente civiche, per aspirare alla vittoria finale hanno fatto largo uso della ben nota “coincidenza oppositorum” riuscendo cioè a mettere insieme… il diavolo e l’acqua santa e a porre su barricate opposte esponenti politici che fino al giorno prima, almeno a parole, facevano parte dello stesso partito. Il risultato? E’ stata lasciata a casa la Politica con la P maiuscola, resa sempre meno credibile, più vuota di idealità e di valori e con uno spartiacque sempre più labile tra destra e sinistra. In nessuna lista, neanche nei paesi più popolosi come Villapiana e Rocca, si fa un riferimento, neanche velato, a una ipotetica connotazione politica. Quasi fosse una vergogna dichiarare la propria appartenenza. Delfini viaggi

Vero è che nei piccoli comuni ormai le liste politiche, pur non essendo vietate, sono ormai passate di moda, così come è vero che oggi la parola “politica” evoca cose poco allettanti, ma in alcuni casi la confusione regna sovrana e taluni posizionamenti sembrano davvero inspiegabili. E’ vero anche che nelle realtà più piccole si votano le persone e non il partito di riferimento ma, vien da dire, una volta incassata la vittoria, a chi si va a tendere la mano visto che in Calabria va di moda la geo-politica e non la politica e che qualche briciola arriva solo se c‘è un Santo in paradiso? Solo in alcuni paesi la geografia politica è più o meno chiara e delineata. In tutti gli altri invece regna la confusione più totale e, guarda caso, al centro delle contraddizioni più evidenti c’è sempre quello che rimane della sinistra. Una sinistra che, emblematicamente rappresentata dal PD, non avendo in loco un avversario strutturato e organizzato, si divide sempre e si industria in tutti i modi per costruirsi in casa i propri avversari, scegliendoli tra i suoi stessi compagni di partito, lasciando così fuori la porta quella politica che un tempo riempiva le piazze e animava i cuori.

Pino La Rocca

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