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Trebisacce, presentata la seconda edizione della “Festa del biondo tardivo”

Trebisacce, presentata la seconda edizione della “Festa del biondo tardivo”
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La conferenza stampa di presentazione della “Festa del Biondo Tardivo di Trebisacce”

La conferenza stampa di presentazione della “Festa del Biondo Tardivo di Trebisacce”

Nella prestigiosa Sala Nova del Palazzo della Provincia di Cosenza il presidente Mario Oliverio, nel corso di una conferenza-stampa, ha tenuto a battesimo la “Festa del Biondo Tardivo di Trebisacce” che si svolgerà nella cittadina jonica per tre giorni, a partire da giovedì I° maggio, per far conoscere ed apprezzare l’inimitabile arancia tardiva che si produce negli aranceti di Trebisacce (dette vigne). Si tratta di una specie autoctona di arancia tardiva, dal colore biondo e dalla forma oblunga, dall’abbondante succo e dal sapore sapido, che fin dall’antichità viene coltivata nelle vigne di Trebisacce laddove, grazie alla vicinanza del mare e ad un particolare micro-clima, è soggetta ad una produzione tardiva, nel senso che i suoi frutti arrivano a maturazione da aprile fino a luglio, cioè quando le altre qualità di arance non sono più sul mercato. All’evento, oltre al presidente Oliverio, era presenti il sindaco di Trebisacce Francesco Mundo e il presidente del consiglio comunale Giampiero Regino, il presidente dell’Assopec Serafino Zangaro, il presidente della Fidapa Lucrezia Angiò accompagnata dalla signora candida Cisterna, il past-presidente  del Rotary Club Leonardo Micelli e Franco De Vita in rappresentanza del Consorzio dei Giardini. Certo, la Festa del Biondo Tardivo giunta alla sua 2^ edizione e organizzata quest’anno dall’amministrazione comunale in sinergia con l’Assopec, non servirà a rilanciare il prodotto sul mercato senza un parallelo intervento nel settore del marketing, ma l’evento che quest’anno coprirà tre giornate viaggiando in parallelo con la festa di San Francesco di Paola, potrà contribuire a rimettere in carreggiata e valorizzare una varietà autoctona di arancia che è andata sempre più deprezzandosi al punto che molti vignaruli oggi utilizzano le arance solo in ambito familiare. Questo perché il biondo tardivo ha perduto di competitività sul mercato divenendo sempre di più prodotto di nicchia.

Del resto la stessa festa del biondo, se esaurirà la sua “mission” in questo evento, potrà riportare all’attenzione una delle tante risorse del territorio ma non servirà certamente a creare un percorso virtuoso che possa riportare le arance di Trebisacce nei grandi magazzini dell’ortofrutta di Milano, di Roma e di Bologna come avveniva un tempo. In questo senso la “Festa del Biondo tardivo” può diventare un momento per riflettere sulla necessità di intraprendere un discorso di promozione del prodotto. Di tutto questo si è perlato nel corso della conferenza-stampa al termine della quale tutti i presenti hanno potuto gustare le primizie del biondo tardivo ed i succulenti dolci all’arancia preparati da Francesca Lista titolare della nota Bottega degli Antichi Sapori.

Pino La Rocca

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