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Amendolara in festa per il patrono San Vincenzo

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Identità, fede e tradizioni plurisecolari. Amendelara celebra questo fine settimana una delle sue ricorrenze più originali: quella del Santo Patrono, San VINCENZO, giunta alla 556° edizione. Pronta l’accensione dei piramidali falò che, ardenti ad altezze record, illumineranno il Centro Storico sullo ionio. Una vera e propria catarsi collettiva,  che coinvolgerà ancora una volta migliaia tanti cittadini e visitatori.  L’appuntamento è da VENERDÌ 2 a DOMENICA 4 MAGGIO dalle ORE 21. Ma la serata clou sarà quella di SABATO 3.

 

Il programma religioso prenderà il via VENERDÌ 2 alle ore 18 con la Santa Messa. Così sarà anche per SABATO 3. DOMENICA 4 alle ore 17 si celebrerà la Santa Messa in Chiesa Madre. Seguirà la processione del Santo per le vie della Città. Alle ore 19 si terrà l’incanto dei doni votivi in piazza Giovanni XXIII e alle ore 21 l’estrazione della riffa.

 

1Quella dei Falò di San Vincenzo è una tradizione tramandata per oltre mezzo millennio e che coinvolge l’intera popolazione. A partire dalla stessa costruzione delle enormi pire da bruciare al passaggio della processione laica, per ben due giorni di seguito. Anche questo un unicum come l’altezza dei fuochi ed i rituali previsti. Per realizzare ognuna delle speciali pire, con migliaia di fascini di ulivo disposti attorno ad un altro tronco di pino fissato da funi ai bordi delle strade, occorre duro lavoro e fede. Già solo assistere alla preparazione delle pire è un’emozione rara. Gli artigiani, quartiere per quartiere, si arrampicano aiutati da scale per raggiungere altezze senza eguali. Ma la vera particolarità restano i cosiddetti “puntilli”. Delle vere e proprie barriere umane al passaggio del corteo insieme alla banda, diretto ai vari fuochi. I protagonisti del “puntillo” impediscono l’accesso costringendo gli altri a “spuntellare”, con movimenti sincronici accompagnati da canti e cori fino, quindi, a liberare la strada.  

Ad allietare l’intera serata sarà, anche quest’anno, il complesso bandistico “Città di Bitonto” che ritmerà danze e cori per tutto il tragitto dei fuochi, fino all’alba, tra stand e covi eno-gastronomici autoctoni. 

Vincenzo La Camera

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