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Bertoli chiude concerto 1^ Maggio a Roma e corre a Lauropoli per festeggiare con il fan’s club

Bertoli chiude concerto 1^ Maggio a Roma e corre a Lauropoli per festeggiare con il fan’s club
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bertoli lauropoliFuochi d’artificio, e pioggia colorata di coriandoli hanno accolto a Lauropoli di Cassano all’Ionio l’arrivo di Alberto Bertoli, figlio dell’indimenticato cantautore Pierangelo. Alberto ha ereditato la passione ed il talento musicale del papà. Anche lui entusiasma i cuori e le piazze in giro per l’Italia con le canzoni di Pierangelo ma anche di tante altre inedite, come quella dedicata ad uno dei simboli di questa terra: la 106 jonica (svelata in anteprima per il nostro territorio da Paese24 magazine, ndr). A Lauropoli è nato da qualche mese il fans club dedicato proprio a Pierangelo Bertoli. Il giorno dopo il concerto del primo maggio a Roma, a cui Alberto ha partecipato per la prima volta come musicista chiudendo addirittura l’evento, proprio i fans del club lauropolitano hanno voluto festeggiarlo. Così una insolita serata fredda di inizio maggio a Lauropoli è stata scaldata dall’entusiasmo di tanti fnas. Giovani e meno, bimbi e signore di mezza età in attesa di Alberto Bertoli improvvisavano qualche strofa del repertorio del cantante emiliano.

bertoli lauropoli 2L’emozione e l’entusiasmo si toccava davvero con mano. Gioia esplosa proprio all’arrivo di Alberto. Ad accoglierlo anche un arco di palloncini rosa con la scritta “Benvenuto Alberto Bertoli”. Storie semplici di gente comune, storie di come la musica possa accomunare generazioni diverse. «Alberto è oramai uno di noi. Con le sue canzoni riusciamo a sognare – ci spiega Elio, uno dei fondatori del fans club – siamo davvero emozionati ad averlo qui». Per una notte dunque il piccolo centro cassanese è stata il cuore  della musica targata Bertoli. «Abbiamo chiamato a raccolta tutti soci del fans club, circa 90 – ci spiega Salvatore Cataldi – per festeggiare Alberto, perché chiudendo il concerto del primo maggio ci ha regalato una grossa soddisfazione. Poi su quel palco c’era anche un pezzo del nostro fans club visto che indossava il fazzoletto proprio del fans club di Lauropoli».

Pasquale Golia

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L’INTERVISTA

bertoliAlberto Bertoli nato a Sassuolo il 24-09-1980 sotto il segno della musica. Aiutato dal padre, il famoso cantautore emiliano Pierangelo Bertoli, all’età di dieci anni inizia a dedicarsi allo studio della chitarra classica, come allievo di Alete Corbelli ex turnista di Caterina Caselli. All’età di 16 anni passa alla chitarra blues e poi a quella elettrica iniziando anche ad esibirsi come cantante in un gruppo chiamato S.L.A.M. the door. Si dedicherà poi specialmente al canto ,vista la predisposizione naturale e i veloci progressi ottenuti. È stato inaugurato, qualche mese fa a Lauropoli (Cassano Ionio-Cs), il primo fans club in Calabria, dedicato a Pierangelo Bertoli. Il  fans club nasce, per sostenere Alberto Bertoli nei suoi eventi musicali ma, anche per promuovere attività socio -culturali di natura solidale. Noi di Paese24, all’arrivo di Bertoli, eravamo li.

Quale messaggio hai voluto lanciare con la canzone sulla 106 jonica? Il messaggio è semplice. Questa strada è definita come la strada della morte e questo non mi faceva molto piacere. Assieme alla mia band la percorriamo molto spesso quando andiamo a suonare verso sud e mi sono reso conto che, invece, la 106 jonica è una strada bellissima che costeggia la dorsale jonica tra paesaggi mozzafiato ed un mare splendido. Mi sembrava, quindi, riduttivo parlare di strada della morte. Ci sono delle questioni negative legate a questa strada ma questo non vuol dire che questa può essere la strada del lavoro e della vita.

Una grande soddisfazione aver chiuso a Roma il concerto del primo maggio a Roma?Hai detto bene! Erano tanti anni che sognavamo di andarci e quest’anno non solo ci hanno preso ma addirittura ci hanno concesso l’onore  di chiudere con chitarra e voce. Mi sono trovato benissimo e sono molto contento, spero che nei prossimi anni ci siano altre occasioni per ritornarci.

Pierangelo Bertoli

Pierangelo Bertoli

Ormai sei legato a questo territorio. Il fan’s club di Lauropoli è davvero speciale. Abbiamo la fortuna di averne tanti sparsi in Italia. Però questo è davvero particolare perché all’interno abbiamo tanti amici e qui veniamo spesso per i nostri concerti, mi sento molto legato a questo territorio. Tutta la mia band è stata tra la Calabria e Basilicata. Qui mi sento a casa. Io voglio suonare, mi piace suonare per tante ore e loro sono lì ed addiruttura chiedono il bis ed io sono contentissimo.

Un ricordo particolare di tuo papà legato alla musica? Ricordo che mi ha insegnato a suonare. Eravamo in quattro in casa, io sono il terzo figlio e lui ha provato ad insegnarci la chitarra a tutti e quattro. Quando avevo dieci anni presi la sua chitarra che era più grossa di me e gliela portai dicendogli “voglio imparare a suonare”. Lui si mise a ridere e mi disse che allora era il caso di comprarmi una chitarra più piccola ma io ho voluto suonare con la sua ed ho imparato facendo tanta fatica perché era pesante ed io avevo le mani piccole.

Veronica Iannicelli

 

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