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I francesi alla scoperta delle foreste del Pollino

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Il torrente Peschiera a Bosco Magnano (San Severino Lucano, Pz)

Il torrente Peschiera a Bosco Magnano (San Severino Lucano, Pz)

Ha fatto visita, nei giorni scorsi, al Parco Nazionale del Pollino, accolta dal presidente, Domenico Pappaterra, e dal direttore, Annibale Formica, l’Association Foret Mediterraneenne, sodalizio nel 1978 , con sede a Marsiglia (Francia), con l’obbiettivo di favorire la diffusione della conoscenza e lo scambio di informazioni sulle foreste e l’ambiente mediterraneo al fine di far riconoscere  le specificità  delle foreste mediterranee.

Una delegazione di circa 30 persone guidata dal presidente dell’associazione Jean Paul Chassany, e dal presidente onorario Jean Bonnier, composta, tra gli altri, dal prof. Gilles Bonin e Gilles Martinez. Il prof. Bonin, eminente studioso della vegetazione mediterranea, alla fine degli anni ’60, ha fatto la sua tesi di dottorato proprio sulla flora e vegetazione del massiccio del  Pollino. La delegazione francese era accompagnata dal Prof. Vittorio Gualdi e Patrizia Tartarino dell’Università di Bari. La visita al Parco è iniziata il pomeriggio del 29 maggio a Bosco Magnano nel Comune di San Severino Lucano (PZ).  A guidare la delegazione i funzionari del Parco Nazionale del Pollino dott. forestale Aldo Schettino e Carmelo Pizzuti, guida del Parco.
 
La visita al nucleo di “bosco vetusto” di cerro e faggio,  ha suscitato  meraviglia per la presenza di alberi colossali di entrambe le specie (5 di questi alberi sono stati classificati come alberi monumentali del Parco nel progetto di censimento che si avvia alla conclusione). Eguale impressione ha suscitato la visita alla foresta ripariale lungo il torrente Peschiera  e tratti di alneti ad ontano napoletano. Quest’ultimi hanno dettato molta attenzione da parte della delegazione e del prof. Bonin dato che l’ontano napoletano (Alnus cordata) è specie indigena del sud dell’Italia e pertanto tipica dei boschi mesofili mediterranei. Nel dopo cena i funzionari del Parco hanno presentato attraverso materiale cartaceo e audiovisivo le caratteristiche  forestali e le peculiarità ambientali e paesaggistiche del Parco Nazionale del Pollino.
 
La mattina del 30  maggio la delegazione ha fatto visita alla sede del Parco in Rotonda (PZ) per i saluti del presidente, del direttore del Parco e del comandante del CTA del Corpo Forestale dello Stato, Ing. Vincenzo Perrone che ha  fornito supporto logistico con mezzi e uomini all’escursione successiva. In quest’occasione il presidente, Pappaterra, ha ricorda le politiche di piano e di gestione forestale intraprese dall’Ente Parco che «mostrano grande attenzione verso il patrimonio forestale e naturale». Pertanto lo scambio di esperienze e conoscenze nell’ambito Mediterraneo, ha sottolineato Pappaterra, non può che essere registrato come proficuo. Della stessa idea il direttore dell’Ente Parco, Formica, secondo il quale tali scambi cultura e di ricerca sono da incentivare, viste anche le azioni di tutela e valorizzazione realizzate per preservare i boschi vetusti. Le incerte condizioni meteo hanno sconsigliato la salita ai Piani del Pollino  e la delegazione è stata guidata presso il Belvedere di Malvento da cui è stato possibile ammirare il panorama e soprattutto vedere la vicino il Pino loricato.
 
Proprio sul Belvedere è stato possibile ascoltare una memorabile lezione del prof. Bonin sulla vegetazione di questa parte dell’Appennino meridionale. Baricentro dell’intero bacino del mediterraneo, punto di incrocio delle flore balcaniche e alpine con elementi ed elementi botanici nord africani. Non poteva mancare anche una “ lectio magistralis” del prof. Gualdi  il quale ha raccontato la storia, antica, del rapporto tra l’uomo e la foresta di questa parte del Mediterraneo. E di come questo rapporto abbia modificato nel profondo gli assetti vegetazionali  e strutturali delle nostre foreste. L’escursione si è conclusa con la visita a Civita (CS) che ha suscitato grande meraviglia e ammirazione per la bellezza del piccolo paese e del paesaggio circostante.
Federica Grisolia
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