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A Rossano due isole ecologiche, ma Terra e Popolo accusa: «Nessun miglioramento»

A Rossano due isole ecologiche, ma Terra e Popolo accusa: «Nessun miglioramento»
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Il momento dell'inaugurazione dell'isola ecologia in località Traforo, nel centro storico di Rossano

Il momento dell’inaugurazione dell’isola ecologia in località Traforo, nel centro storico di Rossano

Due nuove isole ecologiche a Rossano. Nella giornata di giovedì 5 giugno, a località Traforo (nel centro storico rossanese) e a Contrada Pennino (allo scalo) sono stati inaugurati i due centri di raccolta rifiuti. Per il sindaco di Rossano Antoniotti, intervenuto all’inaugurazione, è «un passo avanti nel completamento del grande progetto della differenziata». All’apertura del sito di piazzale Traforo hanno partecipato, oltre al primo cittadino, anche l’assessore all’ambiente Rodolfo Alfieri, i dirigenti Ecoross Srl (società che gestirà l’impianto), i responsabili dell’ufficio ambiente e una folta rappresentanza del Consiglio comunale.

Se l’amministrazione comunale rossanese è entusiasta di questo nuovo corso, il movimento Terra e Popolo non perde tempo per riportare la giunta comunale con i piedi per terra. «Oggi – scrivono i responsabili del movimento in un comunicato – assistiamo a una mastodontica campagna mediatica, pagata coi soldi dei cittadini, sul nuovo capitolato d’appalto che dovrebbe rivoluzionare la raccolta. La realtà è che di nuovo c’è solo la campagna mediatica, mentre il bando, come è scritto nero su bianco, non impone all’azienda alcun miglioramento in quanto lascia i cassonetti verdi, esclude il verde pubblico (affidato con altra gara alla stessa azienda), non impone il porta a porta, non crea circuiti di rivendita dei materiali quindi non implica risparmi e non permetterà di abbattere la tassa sui rifiuti. In parole povere, non cambierà nulla».

Poi parte l’affondo di Terra e Popolo. «Di certo l’azienda vincitrice avrà assunto degli obblighi sulla base del capitolato d’appalto ridicolo emanato dal Comune, ma al momento nessuno può sapere quali sono, visto che il Comune si rifiuta da due mesi di rispondere alle richieste d’accesso agli atti da parte nostra, manifestando un ostruzionismo illegittimo e immotivato, probabilmente imposto da qualche despota politicante in crisi esistenziale. Se questo ostruzionismo non cesserà in pochi giorni saremo costretti, per l’ennesima volta ed a malincuore, a rivolgerci all’autorità giudiziaria. Di nuovo c’è soltanto la percentuale di differenziata minima del 65% scritta sul capitolato d’appalto, per un semplice motivo: senza quel tasso minimo il bando sarebbe stato formalmente invalido in quanto la differenziata al 65% è imposta dalle normative comunitarie e nazionali, ma quella percentuale non verrà mai rispettata perché l’amministrazione comunale non ha imposto gli strumenti necessari per raggiungerla, a partire dal porta a porta spinto obbligatorio. La cosa più desolante, è che a dirlo non siamo soltanto noi, ma è la stessa azienda vincitrice, che infatti in una raccomandata indirizzata al Comune di Rossano il 21 agosto 2013 sostiene: “L’art. 30 del Capitolato fissa obiettivi di raccolta differenziata particolarmente gravosi e, come tali, di fatto irraggiungibili [..] in rapporto all’entità delle penali da comminarsi in caso di mancato conseguimento degli obiettivi prefissati. Sia consentito obiettare che una scelta siffatta finisce per incidere negativamente sul rapporto di necessaria corrispondenza tra servizi richiesti e importo a base di gara, dal momento che – introducendo obiettivi di raccolta differenziata volutamente pretenziosi – si abbatte, attraverso l’applicazione di penali, ulteriormente il canone offerto”. Cioè, tradotto in termini pratici, visto che fare la differenziata è impossibile, abbattete le penali altrimenti ci guadagniamo troppo poco. Si consideri che l’azienda faceva riferimento alla percentuale “pretenziosa” del 50% al primo anno del vecchio capitolato, e non del 65% di quello attuale laddove è stato aumentato il canone a favore dell’azienda mentre le penali sono un mistero, visto che gli allegati (laddove sono specificate le penali) non sono stati pubblicati, in violazione ad ogni normativa sulla trasparenza e l’accesso civico in materia ambientale».

I responsabili di Terra e Popolo, in chiusura di comunicato, hanno aggiunto:  «Non è nostra intenzione evocare complotti o scandali di cui ci siamo francamente stancati. La verità è che, ancora una volta, gli amministratori di questo territorio hanno dimostrato di non avere il coraggio di cambiare realmente le cose e di affidarsi ad inutili e sfarzose campagne mediatiche per cercare di nascondere le proprie clamorose e strutturali inadeguatezze».

Pasqualino Bruno

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