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Trebisacce, qualcosa si muove a Broglio. Diventerà un museo a cielo aperto

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Il professor Vanzetti ed una allieva a Broglio

Il professor Vanzetti ed una allieva a Broglio

Diventerà un museo all’aperto, arricchito di tutte le ricostruzioni originarie, in grado di fungere da campo scuola e da polo attivo con una importante ricaduta didattica. Sarà questo, una volta completati i lavori in corso, il Parco Archeologico di Broglio secondo l’architetto Angelo Ruggio che fa parte del pool dei tecnici che hanno progettato e dirigono i lavori presso il sito archeologico di Broglio finanziati dal MIBAC con un contributo di 500mila euro. Lo ha affermato nel corso della “X Edizione di Broglio in festa”, una bella manifestazione culturale coordinata dal delegato alla Cultura Caterina Violante e organizzata dall’associazione culturale “Rizoma” in collaborazione con l’amministrazione comunale e diverse altre associazioni tra cui l’associazione per la Storia e l’Archeologia della Sibaritide (presidente Tullio Masneri) che, una volta completati i lavori, prenderà in consegna la gestione del Parco.

La manifestazione è stata preceduta ed animata da una piccola esibizione di ragazzi delle scuole dell’Obbligo che hanno potuto assistere in diretta alla realizzazione di manufatti in argilla, la materia che, insieme a numerosissimi altri reperti in ferro e in bronzo, hanno consentito ai ricercatori che indagano sul pianoro di Broglio da circa 35 anni, di aprire un grande squarcio sulla vita degli Enotri, un popolo indigeno dedito all’agricoltura ed al commercio, che visse a Broglio all’età del Bronzo Medio e intrattenne stretti rapporti culturali e commerciali con i greci di Micene.

Dopo il prologo dei ragazzi, ha preso la parola Alessandro Vanzetti docente all’Università “La Sapienza” di Roma discepolo prediletto del compianto professor Renato Peroni il quale, con il supporto di diapositive e grafici, ha illustrato i risultati dell’ultima campagna di scavi e delineato quello che diventerà il Parco di Broglio dopo i lavori in corso che dovranno rendere finalmente fruibili i reperti proto-storici venuti alla luce durante gli scavi, alcuni dei quali sono esposti, senza l’indicazione reale della provenienza, presso il Museo della Sibaritide e gran parte dei quali giacciono tuttora, coperti dalla polvere nei magazzini del comune. E’ quindi intervenuto l’architetto Ruggio che ha elencato i lavori che si stanno eseguendo a partire da un impianto di video-sorveglianza con anti-intrusione e anti-incendio per evitare il saccheggio da parte dei soliti sciacalli ed eventuali incendi, come quello del 2007 che ha distrutto in poche ore gran parte dell’esistente, tra cui la caratteristica capanna in legno ricostruita secondo le usanze proprie del villaggio di Broglio. E’ quindi intervenuto il preside Masneri che ha illustrato il nuovo logo del PAB (parco archeologico di Broglio) affermando, tra l’altro, che il PAB deve diventare un bene produttivo, spendibile in chiave turistica e capace di autofinanziarsi. Ha concluso i lavori il sindaco Francesco Mundo che ha ricordato il ruolo svolto dal proprio esecutivo per superare le pastoie burocratiche ed avviare i lavori, il generoso contributo offerto dalla Provincia ed ha sollecitato il decisivo contributo della cittadinanza per la custodia e la valorizzazione del Parco come valore ambientale e come valore storico.

Pino La Rocca

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