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Oriolo, continua a far discutere crollo navata chiesa. Pd e Udc chiedono interventi immediati

Oriolo, continua a far discutere crollo navata chiesa. Pd e Udc chiedono interventi immediati
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Continua a far discutere il danno subito dalla navata sinistra della Chiesa “San Giorgio Martire” di Oriolo. Come già raccontato in anteprima dal nostro giornale questa parte dell’edificio sacro non ha retto a causa delle abbondanti nevicate d’inizio febbraio che hanno contribuito a provocarne il crollo. Anche se è da diverso tempo che la chiesa madre di Oriolo attendeva di vedere ristrutturata proprio la parte ceduta, urgenza che adesso si rafforza maggiormente.

Panorama di Oriolo

E a chiedere proprio un intervento di «risanamento urgente», dopo l’appello lanciato anche dal parroco don Nicola De Luca, sono il Partito Democratico e l’Unione di Centro di Oriolo, che con una missiva indirizzata al presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti; all’assessorato regionale per le Infrastrutture ed i Lavori pubblici, Pino Gentile; all’assessorato regionale per i Beni culturali, Mario Caligiuri; al presidente della Provincia di Cosenza Mario Oliverio e per conoscenza al parroco di Oriolo, don Nicola De Luca, esortano i succitati enti «a coordinare serie e immediate azioni al fine di restituire la Chiesa a tutta la sua Comunità e scongiurare ulteriori crolli». La zona interessata dal crollo è tuttora interdetta ai fedeli che comunque possono continuare regolarmente ad accedere alla chiesa per assistere alle funzioni. Il danno è stato monitorato dai tecnici preposti che pare ne abbiano anche evidenziato la gravità ma a tutt’oggi, a circa un mese e mezzo dall’accaduto, ancora tutto tace.

Ed ecco che il Pd e l’Udc, tramite i loro responsabili cittadini, Simona Colotta e Francesco Cirò, invocano la legge regionale del 12 aprile 1990, n.21 (Norme in materia di edilizia di culto e disciplina urbanistica dei servizi religiosi) e in particolare l’articolo 1. Per il comma 1: «L’amministrazione regionale, d’intesa con la competente autorità religiosa, che per la Chiesa cattolica è l’Ordinario Diocesano, è autorizzata a concedere contributi pluriennali ed “una tantum” per la costruzione, la ristrutturazione, l’ampliamento e la straordinaria manutenzione di opere di culto e di ministero pastorale». E per il comma 3: «I contributi “una tantum” sono concessi alle Autorità di cui al comma 1 (l’Ordinario Diocesano, ndr) in aggiunta o in alternativa ai contributi pluriennali, sino alla copertura della parte di spesa ammissibile non assistita dai predetti contributi, e comunque nella misura massima del 50 per cento della spesa ammissibile, elevabile al 90 per cento per i lavori attinenti alle chiese».

Vincenzo La Camera

 

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