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Trasporti, Terra e Popolo: «Ok metro Sibari-Crotone. Ma prima treni e doppio binario»

Trasporti, Terra e Popolo: «Ok metro Sibari-Crotone. Ma prima treni e doppio binario»
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Foto di repertorio

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«Una metro leggera Sibari-Crotone sarebbe un’infrastruttura utile, ma non capiamo come si possa tentare di far passare il messaggio che una linea di superficie interprovinciale, garantisca il diritto alla mobilità negato dai governi centrali».

“Terra e Popolo” ha voluto fare il punto in merito al progetto della metropolita leggera di superficie Sibari-Crotone (qui l’articolo), inserito nell’ambito del programma operativo regionale 2014/2020, come annunciato qualche giorno fa dal Presidente della I Commissione Affari Istituzionali, l’Onorevole Giuseppe Caputo.

«Una linea di metro di superficie – incalzano i rappresentanti di “Terra e Popolo” – non risponde neanche lontanamente all’esigenza impellente di un sistema ferroviario almeno decente, cioè il dovere improrogabile degli organi competenti (Regione e Ministero) di ripristinare le tratte a lunga percorrenza e avviare un progetto di raddoppio ed elettrificazione della linea fino a Taranto. Non c’è altra possibilità, non ci sono alibi e scorciatoie: solo così le centinaia di migliaia di persone che vivono in quest’area vedrebbero riconosciuto un diritto basilare come quello alla mobilità. Chi invece afferma – si legge ancora nella nota – o lascia intendere che la metro leggera possa in qualche modo sostituire i collegamenti ferroviari veloci con le altre aree del paese non è soltanto profondamente ignorante (non esiste un’area sviluppata in paesi industrializzati che non sia dotata di una rete ferroviaria efficiente), ma è soprattutto strumentale».

Gli esponenti di Terra e Popolo rilanciano affermando che «Se qualcuno, dunque, crede di aver chiuso il dibattito fondamentale sulla necessità di collegare la Sibaritide con il resto del paese si sbaglia di grosso e dimostra, ancora una volta, come sia stata la mediocrità sciatta della classe dirigente degli ultimi vent’anni a condannare questo territorio alle briciole e al sottosviluppo. È necessario, invece, aprire una interlocuzione con qualunque governo regionale e nazionale su questi temi ed essere in grado, se necessario, di sbattere i pugni con il sostegno e la forza di tutte le comunità».

«Continuiamo – hanno concluso i responsabili del movimento – dunque a pretendere il ripristino delle tratte a lunga percorrenza ed un piano di investimenti per l’ammodernamento della linea ferroviaria ionica, provvedimenti che non solo permetterebbero lo sviluppo turistico e commerciale dell’area, con evidenti benefici per l’economia dell’intero paese, ma che risponderebbero soprattutto ai più basilari requisiti di una società civile».

Pasqualino Bruno

 

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