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Trebisacce, quella curva a gomito che spaventa gli automobilisti

Trebisacce, quella curva a gomito che spaventa gli automobilisti
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Curva pericolosa trebisacceRimuovere preventivamente le cause di incidenti stradali nel centro abitato per aumentare la sicurezza dei cittadini e anche per evitare di dissipare risorse pubbliche per il risarcimento dei danni. E’ quanto chiedono numerosi cittadini in presenza dei sempre più frequenti casi in cui il comune viene chiamato a indennizzare danni alle persone e/o ai loro mezzi per presunta incuria o superficialità degli amministratori. Basta infatti scorrere l’Albo Pretorio del comune per verificare quanti cittadini, quotidianamente, chiedono al comune il risarcimento di danni causati da cadute, o da incidenti provocati da buche, o da altre situazioni di rischio disseminate lungo le maglie della viabilità urbana. Ci sono indubbiamente i furbi che ci speculano e che, peraltro, contribuiscono ad intasare gli uffici giudiziari, in particolare quello del Giudice di Pace, a cui quasi sempre si fa ricorso, costringendo il comune a costituirsi in giudizio per difendersi. Con il risultato, abbastanza frequente, che al danno del risarcimento, si unisce anche la beffa del ristoro delle spese legali, la qual cosa contribuisce ad aggravare, in danno dei cittadini-contribuenti, la situazione già di per sé deficitaria delle casse comunali. Nei giorni scorsi, come abbiamo riferito nel nostro giornale, sono state ricondizionate diverse strade cittadine che si presentavano bucherellate come la gruviera, ma occorre cercare di eliminare anche altre situazioni di evidente rischio. Una di queste, presso cui si sono già verificati diversi incidenti, è la curva a gomito (nella foto) situata nei pressi del “Capolinea” sulla strada che sale a San Martino.

NUOVA APERTURA A ROSETO (clicca)

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Si tratta di un’autentica trappola per gli automobilisti che vi transitano giornalmente. Come si evince chiaramente dalla foto, lo spazio verde delimitato dal muretto di contenimento invade infatti la carreggiata e ne restringe di molto la larghezza. Le auto che scendono, condizionate peraltro dalla presenza del parcheggio laterale e non di rado dall’imprudenza di chi guida pensando di trovarsi in Inghilterra dove si viaggia a sinistra, invadono la corsia di chi sale in senso opposto la cui visibilità, peraltro, viene impedita dalla folta vegetazione di pitosforo, quasi sempre incolta e debordante. Qui il rischio dell’incidente è sempre in agguato. Eppure basterebbe allargare la carreggiata indietreggiando di soli 2 metri il muretto di contenimento. Un lavoro, questo, poco impegnativo, che si può eseguire in economia e con l’utilizzo della manovalanza comunale. In passato gli incidenti che vi si sono verificati per fortuna non sono stati gravi, ma è sicuro che prima o poi ci può scappare un incidente grave nel quale è difficile poi escludere la responsabilità di chi amministra la cosa pubblica.

Pino La Rocca

 

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