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Oriolo, nessuna donna nella Giunta comunale. La minoranza fa ricorso al Tar

Oriolo, nessuna donna nella Giunta comunale. La minoranza fa ricorso al Tar
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orioloSi tingono di giallo le recenti amministrative di Oriolo che hanno registrato il successo della lista “Oriolo – Sviluppo e Lavoro” guidata dal sindaco Giorgio Bonamassa. Come annunciato nella prima seduta del consiglio comunale e successivamente con una apposita interrogazione, il gruppo di Minoranza consiliare “Insieme per la rinascita”  con capolista Simona Colotta ed il Partito Democratico di Oriolo si sono rivolti al TAR della Calabria per la presunta violazione delle norme relative alla composizione dell’organismo deliberativo di maggioranza con riferimento alla “rappresentanza di genere”. «Il ricorso, – si legge in una nota a firma di Simona Colotta nelle vesti di candidata a sindaco e segretaria della sezione locale del PD – affidato all’esperienza e alle competenze dell’avvocato Pierfrancesco De Marco, attuale segretario del PD di Trebisacce, nasce dall’esigenza di dare un segnale forte alla comunità di Oriolo per garantire la rappresentanza di genere, oltre che dal convincimento che la norma, riflesso applicativo del principio costituzionale di pari opportunità, vada in ogni caso rispettata». Una ulteriore motivazione, sempre secondo la suddetta nota, va ricercata nella volontà sia del gruppo di Minoranza, sia del Partito Democratico di Oriolo ma anche dei molti cittadini che hanno appoggiato l’iniziativa anche dal punto di vista economico, di dare un segnale forte ai fini della ripresa sociale ed economica della comunità oriolese. «Questo perché – si legge ancora nella nota di Simona Colotta – siamo convinti che alle nostre istituzioni debbano corrispondere modelli economici, sociali e istituzionali conformi ai parametri di eccellenza e competitività, così come siamo persuasi che a questi modelli le donne contribuiscano in modo risolutivo e con effetti determinanti». Ci preme evidenziare con forza, infine, che una comunità sana ha il dovere di tutelare un diritto tanto esibito a parole quanto messo in discussione nei fatti».

 Pino La Rocca

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