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A Villapiana si torna a parlare di “Unione dei Comuni”. Ma ancora pesa il fallimento del vecchio progetto

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Alto Jonio

Alto Jonio

«Se i comuni del nostro comprensorio non si ri-mettono insieme e si rendono capaci di fare sistema, l’Alto Jonio rimarrà sempre più isolato e non avrà alcun potere decisionale nelle scelte che contano e che ci riguardano, né potrà accedere alle risorse nazionali e comunitarie che non saranno più distribuite “a pioggia” sui singoli campanili ma per… aree vaste». Lo ha affermato nel corso del consiglio comunale il sindaco di Villapiana Paolo Montalti che si è detto pronto a riprendere e rilanciare l’Unione dei comuni dell’Alto Jonio d’intesa con i 16 colleghi-sindaci del comprensorio, a cui Montalti si è augurato possa affiancarsi il comune di Cassano Jonio.

Si torna dunque a parlare dell’Unione dei comuni che era stata battezzata “La via del mare” (fallita malamente, ndr), perché si avverte forte l’esigenza di “farsi sentire” e di non dover pagare sempre dazio a qualcuno a causa della frammentazione sociale e politica in cui i paesi dell’Alto Jonio si sono ricacciati. «Il nostro obiettivo – ha aggiunto l’avvocato Montalti – non è quello di alzare la testa e di fare i saccenti, ma di evitare di continuare a fare la ruota di scorta di una provincia finora “Cosenza-centrica”, né di diventare completamente subalterni ad altre aree forti che, legittimamente, stanno per costituirsi nella Sibaritide». Sulla sponda opposta del consiglio era presente l’ex sindaco Luigi Bria che circa 10 anni addietro è stato uno dei promotori e il primo presidente dell’Unione dei comuni, il quale si è detto molto favorevole a riprendere quel discorso rimasto allo stato latente, sia per poter fare massa e accedere ai finanziamenti, che per poter gestire in forma associata i servizi più importanti, tra i quali quello dei rifiuti. «Emblematico – ha commentato il sindaco Paolo Montalti – il caso dell’aeroporto: la scelta del Basso Jonio e della Sibaritide si è subito orientata verso Crotone, mentre noi pensiamo che si debba riprendere e rilanciare la battaglia per l’aeroporto di Sibari».

Pino La Rocca

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