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Uffici postali Alto Jonio. Dal Ministero spiragli per una riapertura

Uffici postali Alto Jonio. Dal Ministero spiragli per una riapertura
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L'ufficio postale chiuso di Trebisacce paese

L’ufficio postale chiuso di Trebisacce paese

Parte da Rocca Imperiale la crociata a favore della riapertura degli uffici postali che, considerati da Poste Italiane “a bassa produttività”, sono stati chiusi con una decisione unilaterale che ha fatto molto discutere. In realtà gli uffici da chiudere, secondo Poste Italiane, sono in tutto 89 nella sola Calabria e finora ne sono stati chiusi 39. Tra questi ben 6 nel solo Alto Jonio: Castroregio, Trebisacce centro storico, Villapiana Scalo, Montegiordano Marina, Roseto Capo Spulico centro storico e, tra questi, l’ufficio postale del centro storico di Rocca Imperiale che, alla pari degli altri, serve una popolazione per lo più anziana, costretta a girovagare per poter riscuotere la pensione, o per pagare una bolletta. L’iniziativa è del neo-sindaco di Rocca Imperale e già consigliere provinciale Giuseppe Ranù il quale, avendo assunto questo impegno nel corso della recente campagna elettorale, ha interessato del problema l’on. Bruno Bossio la quale pochi giorni addietro ha presentato un’interrogazione parlamentare al ministro per lo Sviluppo Economico la cui risposta apre spiragli favorevoli, almeno per una parte di questi uffici.

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In particolare, secondo la risposta fornita dal ministro, si tratta di quelli che ricadono in «territori particolarmente disagiati costituiti da zone remote, zone montane e zone rurali e, in ogni caso – si legge ancora nella risposta del ministro – va considerato che nell’ambito di un servizio pubblico come le Poste, l’equilibrio economico non può assumere la stessa determinante rilevanza che assume nella gestione di un’impresa privata». Si tratta, a ben vedere, dello stesso principio fatto valere dal Tar del Lazio che nei mesi scorsi, accogliendo il ricorso presentato dal comune di San Pietro in Guarano, ha riaperto l’ufficio postale della frazione “Redipiano” legittimando la pregiudiziale di “utilità sociale” invocata dai legali del comune. In realtà Poste Italiane non pare abbia tenuto conto di questo divieto ed ha chiuso i 39 sportelli dando priorità esclusivamente alla produttività e mettendo sullo stesso piano comuni costieri e comuni montani, zone urbane e zone rurali. Da qui la possibilità per i sindaci di riprendere la battaglia nei confronti di Poste Italiane. «La risposta del Ministero, – ha scritto l’on Bossio al sindaco Ranù – mi sembra sostanzialmente positiva rispetto all’esigenza di evitare la chiusura indiscriminata di uffici postali in aree interne, montane o scarsamente popolate».

Pino La Rocca

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