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Ospedale Trebisacce, Suprema corte tiene con il fiato sospeso l’Alto Jonio. A giorni la sentenza

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Da sinistra: La Regina, D'Alba, Mundo e Mormandi

Da sinistra: La Regina, D’Alba, Mundo e Mormandi

Nessuno osa farsi eccessive illusioni circa il futuro del “Chidichimo” il cui destino, dopo il palese tradimento della politica, è ormai nella mani della Magistratura ordinaria, ma l’avvocato Giuseppe Mormandi, patrocinatore del ricorso per conto del comune di Trebisacce e gli stessi amministratori presenti ieri a Palazzo Spada, (il sindaco Mundo, l’assessore La Regina e l’avvocato D’Alba per conto del comitato pro-ospedale), all’esito dell’udienza davanti alla III Sezione del Consiglio di Stato e sulla scorta della sentenza favorevole già pronunciata nei confronti dell’ospedale di Pria a Mare, hanno confermato la loro fiducia in un esito favorevole del ricorso.

I giudici della Suprema Corte, che si sono riservati di emettere la sentenza nei prossimi giorni, secondo quanto ha riferito al cronista l’avvocato Mormandi, si sono infatti dimostrati molto attenti e compenetrati rispetto alle argomentazioni esposte dal legale del Comune. Avrebbero dimostrato molto interesse circa le tesi esposte dal legale che, con dovizia di documenti ufficiali e perizie giurate, hanno rappresentato lo stato dell’arte della situazione, a partire dall’assoluta inosservanza della “golden-hour” (il tempo impiegato per essere sottoposti a trattamento medico a seguito di emergenze sanitarie). Tempi che, come ha dimostrato il patrocinatore del ricorso, sono condizionati da una viabilità disagiata, da una ferrovia a scartamento ridotto, da un servizio di elisoccorso che il più delle volte sa da dove parte e non sa dove atterrare per carenza di posti-letto e da ambulanze che il più delle volte partono senza una destinazione certa e sono costrette a girovagare per ore prima di trovare un posto-letto nei presidi-spoke.

SL1SYSTEMS sponsor pag. 20«Ho parlato con il cuore in mano – ha affermato soddisfatto l’avvocato Mormandi – e con il comprensibile “pathos” che deriva dal mio essere cittadino dell’Alto Jonio prima che legale del comune. Ora, in prossimità della campagna elettorale  – ha aggiunto polemico l’avv. Mormandi – tornerà di moda parlare dell’ospedale di Trebisacce e qualche avvisaglia è già in atto, ma il destino del nostro ospedale è nelle mani della Suprema Corte ed io sono fiducioso che i giudici, che hanno prestato grande attenzione al problema, emettano una sentenza giusta, che ridia finalmente dignità alle popolazioni dell’Alto Jonio, perché non è giusto che chi è colpito da un infarto, anche se lieve, debba morire per strada e prima di essere soccorso come si conviene in un Paese civile».

Pino La Rocca

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