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La Buona Scuola dell’Alto Jonio. Da Villapiana la risposta a Renzi sul nuovo documento

La Buona Scuola dell’Alto Jonio. Da Villapiana la risposta a Renzi sul nuovo documento
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la buona scuola villapianaIl documento “La Buona scuola” del governo Renzi ha senza dubbio il merito di stimolare le coscienze ed alimentare il dibattito attorno ad una materia, l’istruzione e la formazione scolastica, che è la vera ricetta per risollevare il Paese. Ed è così che anche nell’Alto Jonio dirigenti, docenti, alunni, genitori, personale scolastico si stanno incontrando per discutere ed eventualmente inviare proposte e idee direttamente a Roma mediante l’apposita piattaforma web. In questo contesto giovedì nell’aula Magna dell’Istituto Comprensivo di Villapiana, al Lido, si è tenuto un seminario dal titolo “La buona Scuola tra inclusione, innovazione, sviluppo e qualità” organizzato dal dirigente scolastico padrone di casa, Alfonso Costanza in collaborazione con i colleghi Rosanna Rizzo (IC di Sibari), Fabio Grimaldi (Scuola Secondaria Primo Grado di Castrovillari) e Filomena Folino (IC Melissa, Crotone). L’appuntamento è stato sostenuto e co-organizzato dall’Istituto Comprensivo di Amendolara-Roseto-Oriolo, guidato dalla Dirigente scolastica Gemma Faraco. L’Alto Jonio della Scuola si è ritrovato dunque a Villapiana dove al tavolo dei relatori, davanti ad una platea mista, hanno relazionato addetti ai lavori e attori sociali che in qualche modo operano a contatto con la realtà scolastica.

Il sindaco di Villapiana Paolo Montalti, il dirigente scolastico Alfonso Costanza, il dirigente scolastico in pensione e sindacalista Cisl Antonio Di Matteo, la dirigente scolastica del Liceo di Trebisacce Elisabetta Cataldi, il parroco di Villapiana don Annunziato Laitano, il dirigente dell’ATP (già Usp e Csa) di Cosenza Luciano Greco, L’ex ispettore Miur Francesco Fusca, la dirigente scolastica Gemma Faraco e l’associazione per lo Sviluppo dell’Alto Jonio che collabora con le scuole in tema di legalità.

la buona scuola villapiana 2Il dirigente Costanza ha posto l’accento su due pieghe della scuola del Mezzogiorno, come la dispersione scolastica e le carenze strutturali. Ma maggiormente ha inteso soffermarsi sul concetto di valutazione, elemento chiave della formazione che non può prescindere da aspetti sociali e di possibilità per ciascun alunno: come a dire che non esiste una sola valutazione ma più valutazioni che probabilmente non possono essere messe a confronto. Il sindaco Montalti e la dirigente Faraco, invece, si sono concentrati sulla figura cardine del docente. E se il primo, dal punto di vista istituzionale ha comunque apprezzato l’impegno del governo (pur non rientrando nella sua sfera politica) per aver messo la scuola nelle prime pagine dell’agenda, la dirigente di Amendolara, invece, ha messo in evidenza come la formazione degli insegnanti debba essere la forza di ogni istituto, poiché tutti gli studenti devono avere le stesse possibilità di apprendimento, in qualunque scuola, in qualunque parte d’Italia. La discussione moderata dal giornalista Franco Maurella e intervallata da stacchetti musicali a cura dell’orchestra del Comprensivo di Villapiana e da interventi degli alunni stessi, si è alternata tra aspetti puramente tecnici e spunti morali come, ovviamente, quello di don Laitano che ha auspicato il ritorno della Scuola a quella figura motrice per il Paese, perché la Buona Scuola deve formare buoni cittadini che nella vita sappiano prendere le giuste decisioni, grazie appunto ad una valida istruzione ricevuta.

la buona scuola villapiana 1La relazione puramente tecnica su quelli che sono i 12 punti del manifesto “La buona Scuola – facciamo crescere il Paese” snocciolati in 136 pagine di documento, è toccata al dirigente dell’ex Provveditorato agli Studi, Luciano Greco (nella foto) che slide alla mano ha analizzato le direttive ministeriali. Con l’ex ispettore Fusca speranzoso che tutte queste segnalazioni sulla Buona scuola che stanno arrivando via web nelle stanze romane possano essere prese in consegna da persone competenti, alimentando così sempre di più il rapporto orizzontale tra governanti e governati.

Il documento sicuramente valido per i suoi buoni propositi, presenta al suo interno comunque delle criticità che nel Sud del Paese sono maggiormente enfatizzate. Dalla mancanza di connessione internet ancora in tante scuole, all’inagibilità di tante palestre per l’attività fisica, solo per fare alcuni esempi. Ma l’appuntamento di Villapiana ha presentato una nuova classe di dirigenti scolastici, cinquantenni, freschi vincitori di concorso, desiderosi di far sì che il manifesto “La buona scuola” possa produrre a breve i suoi frutti.

Vincenzo La Camera

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