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Trebisacce, anche l’Inps rischia di chiudere battenti

Trebisacce, anche l’Inps rischia di chiudere battenti
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generiche InpsA rischio la sede decentrata dell’Inps di Trebisacce: un altro pezzo di Stato sta per andare in frantumi nell’Alto Jonio. Vibrata protesta del sindaco di Trebisacce Francesco Mundo che ha scritto alla Direzione Generale dell’Inps di Roma, alla sede regionale di Catanzaro ed ai colleghi sindaci del comprensorio per invitarli ad assumere analogo provvedimento. «Apprendiamo con viva preoccupazione – ha scritto il primo cittadino di Trebisacce – di voci sempre più insistenti circa una ipotetica razionalizzazione e riconversione delle agenzie territoriali dell’INPS, tra le quali potrebbe essere inserita quella di Trebisacce».

La motivazione, secondo Mundo, è sempre la stessa: si prende a pretesto la razionalizzazione delle risorse e si tende ad accentrare sempre più i servizi penalizzando pesantemente la periferia. «Dai dati in possesso di questo ufficio – aggiunge il sindaco di Trebisacce – emerge una forte produttività dell’ufficio di Trebisacce ed emerge, soprattutto, la grande efficienza e abnegazione da parte dei dipendenti che, sebbene sottodimensionati come organico, riescono a dare risposte a un‘utenza di 60mila abitanti che risiedono in ben 17 comuni, di cui ben 9 sono situati nelle aree interne montane con strade impervie e tortuose. La chiusura della sede decentrata di Trebisacce – aggiunge Mundo – sarebbe dunque un’ulteriore mortificazione per un territorio periferico già fortemente provato e scippato di tanti servizi, che non può consentire un ulteriore depauperamento. Per tutte queste ragioni – conclude Mundo – e per l’importante funzione che svolge codesto Istituto, nel manifestare viva preoccupazione e protesta, si chiede di evitare assolutamente l’emanazione di provvedimenti che possano in qualche misura depotenziare o addirittura chiudere l’ufficio, fermo restando che questo comune, in ogni caso, comunica la propria disponibilità a collaborare per evitare provvedimenti ulteriormente punitivi per la città e per il comprensorio».

Pino La Rocca

 

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