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Castrovillari, da detenuti a “sentinelle del fuoco” (VIDEO)

Castrovillari, da detenuti a “sentinelle del fuoco” (VIDEO)
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fuocoUn piano antincendio boschivo, ma ancora di più un’opportunità di reinserimento sociale per alcuni detenuti del carcere di Castrovillari. Questo l’obiettivo del progetto sottoscritto nel mese di giugno tra l’associazione di volontariato ANAS, l’Istituto Penitenziario e il Parco del Pollino. Detenuti che durante il periodo estivo si sono trasformati in vere e proprie sentinelle del fuoco. 
 
E questo successo di valori umani e sociali è stato presentato martedì 11 novembre, a Castrovillari – nella sede provinciale ANAS – alla presenza del presidente del Parco, Domenico Pappaterra, del presidente provinciale di ANAS, Giuseppe Lufrano, del direttore dell’Istituto penitenziario di Castrovillari, Fedele Rizzo, del comandante del Reparto di Polizia Penitenziaria della Casa circondariale, Grazia Salerno, del funzionario giuridico pedagogico della stessa Casa circondariale, Maria Pia Patrizia Barbaro, del responsabile del Piano AIB dell’Ente Parco, Arturo Valicenti. I lavori sono stati coordinati da Tullia Lio.
 
Un progetto di “nuovo modello di inclusione”- frutto di un lavoro di squadra – con un duplice obiettivo: salvaguardare il Parco del Pollino che, finora, ha visto seimila ettari del suo paesaggio andare in fumo, e rieducare, attraverso il lavoro e la sua valenza etica, chi sta scontando una pena, contro ogni pregiudizio e oltre le sbarre. E la testimonianza di due di loro ha dimostrato l’importanza di un’iniziativa che gli ha restituito – anche se per qualche ora al giorno – la libertà, ma lo ha fatto nel migliore dei modi: essendo d’aiuto agli altri e alla collettività. 
 
A questi “volontari speciali” sono stati consegnati, a fine incontro, gli attestati. Un pezzo di carta in cui resta impressa un’esperienza di vita, da ripetere. E proprio il presidente del Parco, Domenico Pappaterra, dopo aver sottolineato l’importanza del piano antincendio boschivo di cui l’Ente fino a qualche anno fa era sprovvisto e aver anticipato la presenza di altri progetti in porto – uno dei quali proprio per prevenire gli incendi attraverso sistemi tecnologici sofisticati e il telerilevamento – ha lasciato i presenti con la promessa di ripetere iniziative di tale importanza e l’augurio ai detenuti e alle loro famiglie di poter riprendere in mano la propria vita una volta usciti da quelle sbarre.
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