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La Statale Jonica tra le più pericolose d’Italia. Una campagna di sensibilizzazione per ridurre gli incidenti

La Statale Jonica tra le più pericolose d’Italia. Una campagna di sensibilizzazione per ridurre gli incidenti
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aaaCento incidenti e 5 morti ogni giorno, per un totale di 1761 vittime in un anno (2012). Le strade extraurbane si confermano le più pericolose d’Italia: tra queste la statale Jonica Ss 106 (26 morti e 703 feriti solo nel 2012), insieme alla statale Adriatica (prima con 47 vittime e 2.508 feriti), seguita dalla via Aurelia (con 35 morti e 1911 feriti), dalla via Emilia (con 14 morti e 920 feriti), la Casilina (7 morti e 540 feriti) e la statale dello Stelvio (10 morti e 522 feriti).

Una triste graduatoria (riferita alle strade con un’estensione maggiore di 100 chilometri) che la Fondazione ANIA per la Sicurezza Stradale e l’Arma dei Carabinieri vorrebbe diminuire nei numeri lanciando, anche quest’anno, la terza edizione del progetto “Adotta una strada”, per sensibilizzare i cittadini ai corretti comportamenti alla guida, visto che oltre l’80% degli incidenti stradali è causato da errori umani

Un’attività di controllo che parte in questi giorni e durerà due mesi: i carabinieri intensificheranno, infatti, i pattugliamenti, soprattutto all’altezza dei cosiddetti black point, considerati i punti più pericolosi e a rischio incidenti. Ma non è tutto. Grazie al supporto delle Stazioni dell’Arma e dei Nuclei Radiomobile, sarà condotta un’azione educativa incentrata sul rispetto e la sicurezza stradale.

In particolare, l’azione dei militari si concentrerà su guida in stato di ebbrezza e trasporto dei minori in automobile. Nel primo caso, i carabinieri si serviranno di etilometri professionali, boccagli monouso e etilometri precursori donati dalla fondazione ANIA alle pattuglie. Agli automobilisti trovati sobri verrà regalato un etilometro monouso per misurare autonomamente il proprio stato alcolemico nel sangue.

Per sensibilizzare sul trasporto dei minori in automobile, verrà, invece, distribuito un volantino che sintetizza e descrive gli articoli del codice della strada sull’argomento, con un focus sulle sanzioni in caso di trasgressione. «Gli incidenti stradali – ha spiegato il segretario generale della fondazione ANIA, Umberto Guidoni – rappresentano la prima causa di morte per i bambini tra 0 e 13 anni. Trasportarli correttamente in automobile significa preoccuparsi per la loro sicurezza. E’ indispensabile – aggiunge – che i genitori capiscano che il seggiolino e tutti i sistemi di ritenuta previsti dalla legge sono fondamentali per la protezione dei minori trasportati in automobile e le regole del codice della strada si ispirano proprio al principio di protezione». «Nelle precedenti edizioni di questa iniziativa – sottolinea Guidoni – abbiamo ottenuto un grande consenso da parte degli automobilisti, con risultati confortanti in termini di riduzione degli incidenti, morti e feriti sulle tratte coinvolte dall’aumento dei controlli». “Adottare una strada”, dunque, per dire “basta” alle vittime sull’asfalto.

Federica Grisolia

 

 

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