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Dall’Università della Calabria arriva “Gel Oil”. Dieci ragazze si inventano l’olio tascabile

Dall’Università della Calabria arriva “Gel Oil”. Dieci ragazze si inventano l’olio tascabile
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Le ragazze che fanno parte della start up che ha realizzato il Gel Oil

Le ragazze che fanno parte della start up che ha realizzato il Gel Oil

La Calabria in cerca di riscatto ha il volto pulito e l’intelligenza di dieci giovani donne. Parte dall’Università della Calabria e precisamente dal Laboratorio di Reologia e Ingegneria Alimentare del Dimes (Dipartimento di Ingegneria Informatica, Modellistica, Elettronica e Sistemistica ndr) diretto dal professor Bruno de Cindio, il progetto “Gel-Oil”, elaborato da un team di ragazze, la maggioranza laureate in Ingegneria Chimica, alcune di loro in procinto di prendere il titolo di dottore di ricerca e altre in formazione presso l’Unical.

IL PROGETTO– L’idea è figlia di un lavoro portato avanti da anni. In pratica, spiegano dall’Unical, «si sfrutta il processo di “cristallizzazione”, detto propriamente organogelazione, che si basa su una trasformazione di fase che sfrutta le proprietà termodinamiche e reologiche per produrre un network fisico in cui ingabbiare l’olio d’oliva forzandolo a cristallizzare, ma mantenendo inalterate le sue proprietà salutistiche, non intervenendo alcuna reazione chimica. Il risultato di queste ricerche hanno consentito di realizzare un brevetto internazionale dell’Unical, dato in carico allo spin off R&DCal per la sua valorizzazione».

Il risultato finale è appunto il Gel Oil: una salsa per condimento, in bustina monodose, a base di olio extra-vergine di oliva, arricchita con erbe e aromi del Mediterraneo. Il prodotto mantiene la qualità della materia prima, l’olio extra vergine di oliva, ma ne aumenta la praticità di utilizzo: i Gel-Oil sono stati progettati in modo da aderire completamente al cibo da insaporire, evitando che il condimento possa schizzare o depositarsi sul fondo, come accade spesso con i classici condimenti. Il prodotto, inoltre, essendo al 100% vegetale, è indicato anche per vegani e celiaci.

I RICONOSCIMENTI – Il progetto “Gel Oil” ha già avuto una serie di riconoscimenti. L’idea infatti si è aggiudicata la finale della Start Cup 2014 (svoltasi all’Auditorium dell’Università Magna Grecia di Catanzaro) che premia le migliori idee innovative calabresi.  Un premio che valorizza le competenze e le capacità del team tutto al femminile composto da Maria Luisa Cuda, Federica La Gattuta, Olga Mileti, Valeria Greco, Ilaria Carnevale, Valentina Mancina, Stefania Luzzi, Francesca Laitano, Gessica Cortese e Stefania de Cindio, tutte laureate all’Unical e specializzate nel campo agroalimentare in diversi settori quali processi, tecnologie, controllo qualità, packaging e modellazione, che attualmente svolgono un ruolo attivo nel Laboratorio di Reologia ed Ingegneria Alimentare. Il team, inoltre, concorrerà nella categoria “Agrifood – Cleantech” al Premio per l’innovazione (Pmi), che si svolgerà a Sassari nei giorni 4 e 5 dicembre.  Le ragazze, inoltre, hanno ricevuto il premio speciale per il settore Agrifood messo in palio dalla GIAS di Mongrassano.

Gel Oil Aromatizzati

Gel Oil Aromatizzati

UN PRODOTTO IDENTITARIO – «La nostra idea – ha spiegato a Paese24.IT Maria Luisa Cuda, una delle componenti del team di ricerca –  soddisfa perfettamente le esigenze del nuovo profilo di consumatore, costretto a pranzi veloci ma che non vuole rinunciare alla qualità e al gusto di ciò che consuma. Il mercato in cui vorremmo inserirci è ampio e nel complesso in crescita e, inoltre, a differenza di alcuni nostri competitor, realizziamo un prodotto di altissima qualità, valorizzando inoltre le eccellenze del nostro territorio. In questo senso – ha proseguito la Cuda – il nostro è un prodotto fortemente identitario, perché il Gel Oil viene preparato con l’olio e gli aromi calabresi, che come è ben noto, sono di pregevole fattura».

IL FUTURO DELLE RAGAZZE – Gel Oil è quindi un prodotto innovativo e di qualità, pensato e realizzato inoltre da alcune delle menti migliori della nostra terra. Talenti creativi e, come da prassi purtroppo nel nostro Paese, precari. Ma le ragazze, in controtendenza rispetto alle decisioni prese da alcune colleghi, non solo hanno deciso di non lasciare l’Italia, ma sono rimaste anche in Calabria, una Regione dove purtroppo la disoccupazione galoppa e i cervelli migliori sono spesso in fuga. «Siamo precarie – ha puntualizzato la Cuda – e, così come tanti altri ragazzi della nostra età, il nostro futuro è un’incognita. Ma il nostro sogno è quello di restare nella nostra terra e cercare di concretizzare qui le nostre aspettative». Con l’augurio che questo sogno possa tramutarsi in realtà e con la speranza che anche il futuro Consiglio regionale calabrese tenga conto del fatto che la rinascita di questa terra passa, senza ombra di dubbio, dalla capacità di saper trattenere e valorizzare i talenti migliori.

Pasqualino Bruno

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