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Oriolo, lettera aperta di un cittadino: «Mettete al riparo gli alunni del Professionale»

Oriolo, lettera aperta di un cittadino: «Mettete al riparo gli alunni del Professionale»
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orioloE’ giunta presso la nostra redazione questa lettera aperta indirizzata al Comune di Oriolo (al sindaco e al Consiglio comunale); all’Ufficio tecnico del Comune di Oriolo; alla Pr0vincia di Cosenza; al Prefetto di Cosenza e per conoscenza al Dirigente scolastico dell’Ipsia di Trebisacce (che comprende anche l’istituto Professionale di Oriolo).

(Riceviamo e pubblichiamo) – Mi sono trovato giorni addietro a parlare occasionalmente, per strada, col vice sindaco dott. Vincenzo Diego, su quale possa essere l’opportunità, su cui tanto si insiste, di costruire nel nostro paese un apposito edificio scolastico per accogliere alunni di scuola secondaria superiore.

Intanto, per sgomberare il campo da equivoci, voglio precisare che per me il vice sindaco è solo uno dei componenti il consiglio comunale che mi è capitato di incontrare.

Le mie argomentazioni, modeste, basate semplicemente sul fatto che, in una proiezione a breve termine, e perciò miope, l’istituto in questione non ospiterà più di 40-50 alunni rispetto alla capacità di almeno 300 che dovrebbe consentire una struttura inizialmente finanziata per  2.400.000,00 euro, sono apparse addirittura misere di fronte alle tante motivazioni, contrarie alle mie, e ai tanti progetti in corso e nella mente che mi ha snocciolato il nostro vice sindaco, nonostante una pioggia fitta consigliasse di rimandare il dialogo magari a dopo.

Mi sono sentito un verme: ero di fronte a chi progettava con questo nuovo edificio scolastico il rilancio economico, culturale, sociale  e turistico del mio paese, da anni abbandonato a se stesso, da anni in degrado e perennemente in difficoltà ed opacità economiche, e io remavo contro, io facevo il pidocchio.

Pur frastornato dalla sua foga, quella tipica di chi è convinto della bontà delle sue idee,  ho comunque riconosciuto e apprezzato il suo irruento impegno civile (forse è la volta buona che usciamo dall’empasse in cui stagniamo da anni, mi sono detto), e poi, perché evidentemente me l’ha suggerito la pioggia che intanto diventava tracimante, prima di congedarci gli ho chiesto, in attesa che la ditta appaltatrice consegni l’edificio ultimato, di attivarsi affinché i circa 40 alunni che frequentano il superstite Istituto Professionale vengano messi al riparo dal fortissimo rischio idrogeologico cui è esposta la zona in cui sorge l’edificio che li ospita.

C’era da sperare bene, mi dicevo: le cose cambiano e anche le persone, per fortuna, a Oriolo.

E sì! Bisogna convincersi: le cose cambiano, adesso nemmeno piove più come una volta.

Ne sanno qualcosa i tanti comuni della nostra penisola che improvvisamente, e tanta volte inaspettatamente, vengono devastati da “bombe d’acqua” (le chiamano così) che nella loro corsa tumultuosa  impastano indifferentemente detriti, progetti e vite umane. E questo nonostante in molti casi c’era da aspettarselo e nulla è stato fatto per impedirlo: un po’ come la situazione che denuncio e di cui tutti siamo a conoscenza (da notare, tra l’altro, che anche il nuovo edificio sarà costruito assurdamente nella stessa zona a rischio idrogeologico).

Evidentemente però il nostro vice sindaco ha fiducia nei sensori (a suo dire) che monitorizzano la zona, considerato che di mettere in sicurezza gli alunni e il personale dell’Istituto Professionale non se ne parla proprio.

Eppure, tra le tante altre motivazioni addotte a sostegno dell’approvazione del progetto del nuovo edificio realizzando, grande peso avrà avuto la circostanza che l’area in cui sorge l’edificio dell’Istituto Professionale è a rischio.

Eppure, adesso, per fare prevenzione, unico provvedimento esercitabile immediatamente, basterebbe poco, davvero poco.

Da quest’anno, e non da prima, infatti è disponibile l’edificio del “defunto” Liceo Classico, che fino a qualche anno fa ospitava 5 classi, la Dirigenza, la Segreteria, la biblioteca, la sala professori e due laboratori, uno chimico e l’altro informatico. La struttura, forse non proprio del tutto a norma per altri versi, come del resto tutte le altre scuole di Oriolo e non solo, sicuramente non è a  rischio  idrogeologico: quello più alto che si vuole evitare, tra l’altro a costo zero.

E allora, perché non spostarci temporaneamente l’Istituto Professionale fino alla consegna del nuovo edificio scolastico che avverrà chissà quando?

Sarà pure vero che codesta amministrazione comunale, tesa com’è a esplorare nuove vie per raggiungere obiettivi di crescita e di benessere collettivi in tempi rapidi, ha bisogno di tutte le strutture esistenti sul territorio, ma quale modello pubblico di crescita si può ipotizzare e costruire se prima non si rimuovono le situazioni che espongono a rischio i cittadini ospitati proprio in strutture pubbliche?

Lo sanno i genitori degli alunni dell’Istituto Professionale in mezzo a quale pericolo vivono i loro figli?

Certamente no, né tantomeno qualcuno si è mai dato pena di dar loro questa informativa.

Allora senza preoccuparvi di informarli, mettetevi voi nei loro panni, indossateli, e saprete autonomamente e in coscienza quale giusta decisione prendere.

Un cordiale saluto.

Giuseppe Muscetta, cittadino di Oriolo

Il presidente della Provincia di Cosenza Occhiuto ha comunicato in questi giorni a Muscetta, e per conoscenza al Prefetto e al sindaco di Oriolo, di aver dato incarico al Dirigente del settore Edilizia Scolastica della Provincia, Ing. Francesco Molinari, per verificare la fondatezza delle argomentazioni contenute nella lettera e di adottare le più opportune cautele.

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