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Trebisacce, lo “sfratto” del vecchietto spopola sul web. Il sindaco prova a fare chiarezza

Trebisacce, lo “sfratto” del vecchietto spopola sul web. Il sindaco prova a fare chiarezza
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ipsiaLa storia del presunto sfratto a carico del vecchietto che abita nello stesso edificio che ospita l’Ipsia “Ezio Aletti”di Trebisacce continua a far discutere e sta letteralmente spopolando sul web dove tantissime persone polemizzano e si stracciano le vesti senza aver approfondito le ragioni che hanno portato il sindaco ad emettere l’Ordinanza di sgombero. Tutto questo ha indotto il sindaco a chiarire i contorni della vicenda.

«Corre l’obbligo, anche a seguito delle continue e stupide strumentalizzazioni, – ha scritto il primo cittadino – chiarire che il sindaco non ha provveduto a sfrattare alcun “vecchietto”. Si è trattato solo di emettere un atto “dovuto e obbligatorio”, a seguito di un verbale della Polizia Provinciale, in cui si dichiara il locale “inagibile” dal punto di vista igienico-sanitario e “pericoloso” per l’incolumità degli studenti dell’IPSIA. Del resto, – ha aggiunto l’avvocato Franco Mundo – l’Ordinanza era stata già annunciata ai congiunti perché il Verbale della Polizia Provinciale risale al 17 aprile 2014 e durante questi mesi si è cercata una soluzione bonaria, anche per consentire l’avvio dei lavori di ristrutturazione dell’intero stabile grazie ad un finanziamento di oltre 700mila euro che non può essere bloccato dall’utilizzo improprio di locali pubblici. Peraltro, in presenza dei suoi congiunti, al vecchietto è stata garantita la disponibilità di un altro locale a carico del comune ed assicurato che comunque non si sarebbe proceduto ad alcuno sgombero forzato. A volte – ha aggiunto l’avvocato Mundo cercando di smorzare le polemiche – bisogna scegliere tra interessi confliggenti, tra i quali occorre privilegiare sempre quello generale. Del resto – ha concluso Mundo invitando tutti a…stare sereni – la tutela dei più deboli è obiettivo primario dell’attuale esecutivo mentre taluni, pochi per la verità, non perdono occasione per denigrare l’azione amministrativa inventandosi problemi inesistenti ed evidenziando, ancora una volta, rancori e avversione che puntualmente vengono smentiti dal buon senso e dai fatti».

Pino La Rocca

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