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Ecco il nuovo Consiglio regionale. La Sibaritide continua a restare ai margini

Ecco il nuovo Consiglio regionale. La Sibaritide continua a restare ai margini
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Aula-Consiglio-3Volti nuovi, politici di lungo corso e qualche escluso eccellente. Ha destato più di qualche sorpresa la lista dei 30 nomi che andranno a comporre il futuro consiglio regionale, guidato dall’esponente Pd Mario Oliverio. Tra gli eletti del Pd,  fa la voce grossa il riconfermato Carlo Guccione, che ottiene 14.445 preferenze e risulta il più votato in assoluto. Entrano a far parte del consiglio regionale anche i democrat Giuseppe Aieta, Mimmo Bevacqua, Antonio Scalzo, Vincenzo Ciconte, Michele Mirabello, Sebi Rome, Nicola Irto e Mimmo Battaglia. La lista Oliverio presidente, invece, elegge quattro consiglieri regionali: Franco Sergio, Mauro D’Acrì, Vincenzo Pasqua e Francesco D’Agostino. Sempre nella coalizione di centrosinistra, entrano in consiglio regionale Gianni Nucera (La Sinistra), Giudiceandrea Giuseppe, Arturo Bova, e Peppe Neri (Democratici Progressisti), Salvatore Magarò e Flora Sculco (Calabria in rete). Fuori dai giochi, invece, i candidati di Autonomia e Diritti, Centro Democratico e Nuovo Cdu.

A destra, invece, Forza Italia ne piazza cinque in consiglio regionale: Fausto Orsomarso, Giuseppe Morrone, Mimmo Tallini, Nazzareno Salerno e Alessandro Nicolò. Tre, invece, gli esponenti della Casa delle libertà che andranno a Palazzo Campanella: Giuseppe Graziano (unico esponente dell’area della Sibaritide), Giuseppe Mangialavori, Francesco Cannizzaro. Resta esclusa Fratelli d’Italia. Tre seggi anche al Nuovo Centro Destra, dove resiste Giuseppe Gentile, accompagnato da Baldo Esposito e Giovanni Arruzzolo. Fuori da Palazzo Campanella invece il Movimento Cinque Stelle e l’Altra Calabria.

Pasqualino Bruno

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IL COMMENTO – Forse era tutto scritto, ma purtroppo nessuno dei nostri ce l’ha fatta e se anche Mario Oliverio, che ha raccolto una messe di voti anche da noi, si dimenticherà di questo lembo di terra, continueremo ad essere a vita una colonia dei cosentini. Un vero e proprio terremoto ha infatti scosso la politica calabrese: non solo il boom di astensionismo (che comunque, nei fatti, conta molto poco…) e il record storico di Mario Oliverio, ma anche un rinnovamento senza precedenti per Palazzo Campanella. Tra i 30 consiglieri regionali eletti ci sono tanti giovani e tante sorprese. Tra cui, quella promettente del giovane Giuseppe Giadiceandrea , unico rappresentante della Sibaritide insieme a Giuseppe Graziano di Rossano.

Tantissimi big, assessori e consiglieri regionali uscenti, politici di lunga data con una storia di primissimo piano nelle segreterie dei principali partiti, sono stati “trombati” dal voto e rimangono con le pive nel sacco. Nella circoscrizione Nord colpiscono i dati di Mimmo Pappaterra (Partito Democratico), Presidente del Parco Nazionale del Pollino, al 5° posto nella lista del Pd con 6.214 voti non sufficienti ad entrare nel nuovo consiglio Regionale. Nella lista “Oliverio Presidente” flop per Mimmo Talarico, 5° con 5.495 voti e Rosario Mirabelli, 6° con 4.780 voti. Nel centro/destra il bilancio è molto più pesante, alla luce della netta sconfitta elettorale. Nella lista di Forza Italia rimangono clamorosamente fuori l’assessore uscente Giacomo Mancini , 3° con 6.755 preferenze, e il consigliere regionali uscente Piero Chiappetta (4° con 4.546 voti), superati dal giovane Fausto Orsomarso, primo nella lista ed eletto con 7.872 voti e da Ennio Morrone (2° con 7.063 voti). Nella lista della “Casa delle Libertà”, rimangono fuori i consiglieri uscenti Gianluca Gallo (2° con 6.433 voti) che nel 2010 era stato eletto con 5.400 voti e quindi stavolta anche i mille in più non gli sono bastati e Gianpaolo Chiappetta rimasto al 3° posto con 3.508 voti, la metà delle preferenze ottenute nel 2010. Nell’UDC il grande escluso è l’assessore uscente Michele Trematerra, fermo a 3.352 voti, meno di un terzo dei 10.500 ottenuti appena 4 anni fa. A bocce ferme ed a mente serena esamineremo i dati che riguardano il nostro territorio, nel quale si è combattuta l’ennesima guerra fratricida che ha finito per spianare la strada alla vittoria degli altri.

Pino La Rocca

 

 

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