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Trebisacce, all’ex ospedale a rischio anche i servizi minimi. Il Pd insorge: «Gesto di spregio»

Trebisacce, all’ex ospedale a rischio anche i servizi minimi. Il Pd insorge: «Gesto di spregio»
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L'ex ospedale di Trebisacce

L’ex ospedale di Trebisacce

Continuano ad addensarsi ulteriori nubi su quello che rimane dei presidi ospedalieri dell’Alto Jonio. Qualche giorno fa abbiamo riportato i “rumors” (qui la notizia) della decisione del Commissario ad acta della sanità calabrese, il generale Luciano Pezzi, di procedere alla chiusura della divisione di lungodegenza e del PPI (Punto di primo intervento ndr) attualmente operativi presso l’ex ospedale di Trebisacce.

La decisione, non ancora confermata, ha messo in preallarme la comunità dell’Alto jonio e gli esponenti del territorio dei vari partiti politici. Il segretario del circolo Pd di Trebisacce, Pierfrancesco De Marco, ha commentato l’indiscrezione definendola «un vero e proprio gesto di dispregio, l’ennesimo che verrebbe perpetrato ai danni della già fortemente penalizzata popolazione dell’Alto Jonio. Un atto del tutto inopportuno, proprio perché giunge a poche ore dall’insediamento del nuovo Governo regionale, eletto lo scorso 23 novembre».

«Il Commissario – ha proseguito De Marco – anziché emettere provvedimenti di chiusura dovrebbe prendere atto che la nostra zona e le nostre genti sono da anni ingiustamente privati del diritto alla salute e del rispetto dei LEA (Livelli essenziali di assistenza ndr). L’opera di smantellamento non ha prodotto alcun risultato sul piano del risparmio economico, contribuendo anzi soltanto a far lievitare i costi a carico della Regione ed il numero di morti per carenza di strutture. Il Partito Democratico di Trebisacce – ha concluso il segretario cittadino del Pd – nello stigmatizzare tali paventati provvedimenti confida nel nuovo corso che la Giunta regionale, guidata da Mario Oliverio, saprà imprimere anche nella delicata materia della Sanità regionale. Saremo, comunque, vigili in prima linea a difesa delle prerogative e dei diritti negati alle popolazioni dell’Alto Jonio».

 Pasqualino Bruno

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