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Trebisacce, don Ciccio Morano è salito alla casa del Padre. Una guida per la comunità

Trebisacce, don Ciccio Morano è salito alla casa del Padre. Una guida per la comunità
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Don Ciccio MoranoDopo una lunga malattia e una lunghissima e intensa attività pastorale, ieri sera (martedì) alle 18.30 circa, è venuto a mancare, all’età di 89 anni, don Ciccio Morano, (nella foto) originario di Cerchiara di Calabria, per lunghi anni parroco, e da qualche anno parroco emerito, della Chiesa Madre di San Nicola di Mira di Trebisacce. Carattere forte e autorevole ma ricco di fascino e di carisma, monsignor Ciccio Morano ha rappresentato per circa sessant’anni anni una guida sicura e affidabile per la comunità parrocchiale e per tutta la popolazione del centro storico che gli ha voluto bene e lo ha sempre considerato una guida saggia e illuminata.

Un autentico faro di cristianità e di saggezza. Il primo a dare notizia del suo decesso è stato il Piero De Vita presidente dell’associazione culturale “L’Albero della Memoria”, insieme a Filippo Garreffa, suo stretto collaboratore. Nel dare la triste notizia alla comunità il prof. De Vita ha scritto: «Proprio nel giorno della Presentazione del Signore al tempio abbiamo perduto il nostro anziano e amato parroco. Con lui se ne va un pezzo di storia, di memoria, di identità e di appartenenza al nostro antico borgo». I solenni funerali dell’anziano parroco, dopo la camera ardente che sarà allestita nelle Chiesa Madre per consentire a tutti i fedeli di rivolgergli l’estremo saluto e per elevare una prece, saranno officiati mercoledì pomeriggio, alle 15,  alla presenza del Vescovo della Diocesi mons. Galantino.

Pino La Rocca

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One Response to Trebisacce, don Ciccio Morano è salito alla casa del Padre. Una guida per la comunità

  1. ciccio frangone 2015/02/04 at 14:49

    …avevamo in comune uno spazio riservato, io e don Ciccio Morano, proprio in un interstizio del nostro cervello, nel quale depositavamo l’amore verso la nostra Trebisacce, che come creatura vivente, perdeva ogni giorno un lembo di stoffa del suo abito storico…ci siedevamo su quel salottino antico, di colore bianco, e guardandoci negli occhi e misurandoci con la fede, ci dicevamo: “Ma perchè, bella nel suo splendore, questa cittadina, che ha scritto tantissime pagine di storia antica, e acculturato tantissima gente, ogni giorno che passa si sbiadisce, perde pezzi del suo tessuto sociale, civile e politico. Ti ricordi; avevamo lo steso nome; io Ciccio, e lui Ciccio, solo che lui aveva il don, io il signor…quanta gente veniva per sanare i dissidi e iil giudice Gioia, nella sua equlibrata intelligenza giuridica, cercava di conciliare, prima di sentenziare. I viaggi con il treno verso Roma, per la visita al Santo Padre, il papa; c’era la ferrovia che funzionava…e poi dopo questo nobile “pianto”, mi analizzava con serrata razionalità, quasi logica accessibile la esistenza di Dio e il suo operato. Don Ciccio appartiene alla mia giovinezza. Appena giunto nella parrocchia di Trebisacce, con don Cosimo Massafra il titolare, visse giorni intensi in mezzo a noi giovani democristiani; e salito sul Bastione per prendere possesso della Chiesa San Nicola di Bari, si univa ogni volta che salivamo noi per la campagna elettorale; cattolico-apostolico cerchiarese, ma democristiano. Non politico, ma difensore dei valori morali e sociali di don Sturzo, e che produceva nel proclamare la Parola di Dio, e curare con affetto e dedizione il cammino di fede dei suoi parrocchiani. Coraggioso, indefesso, testardo, non volle cedere al percorso faticante e snervante, e direi difficilissimo di aiutare a crescere e seminare su un terreno pietroso, dove il chicco doveva essere posto non tra le pietre, perchè sasrebbe morto, ma terreno morbido e continuamente assistito di giorno e di notte senza tregua, per avere quei frutti che oggi questo borgo possiede e dei quali nutre la sua fede. Merito di questo pioniere del Vangelo, che non ha ceduto alle tentazioni, e che molte volte si è ritirato in preghiera, per chiedere aiuto al Padre, al Cristo del quale sino all’ultimo suo respiro, anche se affannoso, gli è stato vicino. Trebisacce, e in modo particolare il “borgo antico”, quello circondato dal Bastione lo ricorda e lo ricorderà come biandera sventolante sulla punta della cupola della chiesa di San Nicola di Mira; e io lo custodirò nella mia memoria, quale luce della mia vita, nei momenti di oscurità. Assieme a tutta Trebisacce, piango anch’io la dipartita di un figlio prediletto di Dio…Ciao don Ciccio, amico mio, e quando verrò a Trebisacce, il mio primo pensiero che inserirò nella mia preghiera sarai tu…ciccio frangone

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