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Il Papa accoglie Diocesi Cassano. «Chi vive nel male si converta». Galantino saluterà, per lui solo la CEI

Il Papa accoglie Diocesi Cassano. «Chi vive nel male si converta». Galantino saluterà, per lui solo la CEI
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aaaaPapa Francesco rinnova l’invito alla conversione in Cristo a quegli uomini che viaggiano lungo le vie del male. Un invito rivolto e rinnovato nel corso dell’udienza speciale di ieri (sabato 21 febbraio) nella Sala Nervi del Vaticano, alla quale hanno assistito migliaia di fedeli delle circa 50 parrocchie della Diocesi di Cassano all’Ionio, guidata dal segretario della Cei, il vescovo don Nunzio Galantino. Un pellegrinaggio per ricambiare la visita di Francesco di giugno scorso a Cassano all’Ionio-Sibari(Cs) che ha portato nella città santa più di cento pullman.

Già nella Santa Messa di giugno nella spianata di Sibari, papa Francesco aveva scomunicato i mafiosi. “A quanti hanno scelto la via del male e sono affiliati a organizzazioni malavitose rinnovo il pressante invito alla conversione”, le parole di Bergoglio ieri mattina, dopo la Santa Messa presieduta dal vescovo Galantino. Nel corso del suo intervento, il Papa elogiando l’operato di Galantino ha annunciato ai fedeli (mentre questi in coro e spontaneamente rispondevano con un eloquente NO!) che forse per la Diocesi di Cassano è giunto il momento di pensare ad un nuovo pastore. Galantino in questi mesi ha fatto continuamente la spola tra Roma e Cassano, e papa Francesco ha lasciato intendere che per don Nunzio è ora di dedicarsi a tempo pieno alla guida dei vescovi italiani: il suo mandato è stato prolungato sino al 2019.

galantino e papaPapa Francesco ha ricordato con affetto i momenti vissuti durante la visita pastorale a Cassano all’Ionio: prima l’incontro con i carcerati a Castrovillari, poi l’accoglienza al campo sportivo di Cassano, la risalita del paese con la papa-mobile sino in cattedrale, all’hospice per salutare i malati, in seminario e poi la messa conclusiva a Sibari davanti a 250.000 persone. E come dimenticare, lungo il tragitto tra Cassano e Sibari, il papa che ferma la sua auto, scende e abbraccia una bambina affetta da una grave malattia. Momenti che resteranno indelebili nel cuore del Santo Padre, come lui stesso ha raccontato ai tanti fedeli diocesani. “Ho toccato con mano la vostra fede e la vostra carità. Il Signore vi aiuti a camminare sempre uniti, nelle parrocchie e nelle associazioni, guidati dal Vescovo e dai sacerdoti. Vi aiuti ad essere comunità accoglienti, per accompagnare verso Cristo quanti fanno fatica a scorgere la sua presenza che salva”.

Ma il filo conduttore del discorso del Pontefice è l’ammonimento costante a quelle persone che fanno dell’arroganza e dell’illegalità il loro stile di vita. “Bisogna scegliere – dice Bergoglio – o Gesù o il male”. L’appello di Francesco a tutte le persone in Cristo e di buona volontà è quello di non perdere mai la speranza. Le realtà associative e sociali, come anche i singoli, ricorda il papa, devono essere generatori di speranza: per i giovani e per tutte quelle persone che vivono nel dolore e nella sofferenza fisica e spirituale.

Vincenzo La Camera

 

 

 

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