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Chiusura ospedale Trebisacce. Polemiche dopo ultimo decesso. Fials: «Responsabilità per Centrodestra e Centrosinistra»

Chiusura ospedale Trebisacce. Polemiche dopo ultimo decesso. Fials: «Responsabilità per Centrodestra e Centrosinistra»
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«E’ iniziata nell’Alto Jonio, a soli 15 giorni dalla chiusura del “Chidichimo”, la conta dei morti a causa della disorganizzazione sanitaria e delle distanze che, come il caso ha confermato, nelle emergenze cardiologiche diventano fatali. Questa volta è toccato ad una signora di Trebisacce, proprio del comune dove insiste l’ormai ex ospedale. Immaginiamo cosa succederà ai malcapitati pazienti dei paesi interni».

E’ l’amaro commento della Fials (sindacato lavoratori autonomi sanità) al decesso della signora 79enne colta da infarto e morta nell’ambulanza prima di arrivare a Rossano. «Di chi – si chiede la Fials – la colpa, o quantomeno la superficialità, di scelte così scellerate?». Per la verità, dando prova della propria autonomia, la Fials non fa distinzione e attribuisce precise responsabilità sia al centrodestra che al centrosinistra.

L'ex ospedale di Trebisacce

«Il provvedimento di riconversione degli ospedali, tra cui quello di Trebisacce che costituiva l’unico presidio sanitario nel raggio di 100 chilometri, – scrive la Fials – è stato progettato dal centrosinistra ed è stato messo in atto dal centrodestra ed i nostri molteplici appelli circa i disagi e la condanna a cui sono destinati i cittadini dell’Alto Jonio sono rimasti inascoltati. La cosa più grave – aggiunge la Fials per mano del segretario aziendale Antonio Paolino – è che non si sono create alternative sul territorio, tanto che le liste d’attesa hanno tempi biblici, anche perché è in atto ormai una sfrenata corsa all’arrembaggio, in spregio a qualsivoglia valutazione obiettiva». Emblematico, secondo la Fials, il trasferimento dei due medici Cardiologi (Nipote e Ponturo) trasferiti al PS di Castrovillari quando questi avrebbero potuto, quantomeno, accorciare i tempi delle liste di attesa cardiologiche.

«Ma la cosa che stride di più – aggiunge polemicamente la Fials – è il fatto che il Piano di Rientro è stato applicato solo per Trebisacce mentre a Rossano e Corigliano, nel raggio di 7 chilometri, vengono tenuti in vita, in una sorta di “zona franca”, reparti-fotocopia nei quali si utilizza il doppio del personale. Sta ad altri dunque fare i conti con la propria coscienza. Nel caso in specie – si legge in conclusione nella nota – la Fials darà subito mandato ai propri legali per una denuncia alla Procura della Repubblica affinché accerti e persegua le responsabilità organizzative che hanno determinato e determineranno la morte dei cittadini che non riusciranno a raggiungere gli ospedali-spoke nei tempi e nei modi dovuti e saranno quindi condannati a morte certa».

Di vergogna e di indignazione parla invece l’Assopec a nome del mondo dell’associazionismo. «Non si è trattato affatto – scrive l’Assopec rivelando di aver già informato Leoluca Orlando ed il Sen. Ignazio Marino – di malasanità, ma di assenza di strutture sanitarie legalmente previste «Noi di Assopec, Trapezakyon, Pro Loco, Albero della Memoria, Amici del Cuore… non ci diamo per vinti, anche perché se l’emergenza si fosse verificata 10 giorni fa, prima della chiusura dell’Utic, la nostra concittadina sarebbe ancora tra noi». Poi l’Assopec rammenta la grave anomalia di oltre 90 km di territorio privo di un ospedale. «Una anomalia che va corretta subito e prima che il rosario dei morti si allunghi ancora».

Pino La Rocca

                                                                                                

 

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One Response to Chiusura ospedale Trebisacce. Polemiche dopo ultimo decesso. Fials: «Responsabilità per Centrodestra e Centrosinistra»

  1. Nicola Caporale 2012/04/15 at 12:45

    Se i candidati sindaci vogliono avere un minimo di credibilità verso i cittadini dei quali chiedono supplichevolmente e insistentemente il voto, DEVONO, quanto meno, prendere impegni precisi per la riapertura immediata dell’Unità Coronarica del presidio ospedaliero rimettendo in discussione TUTTA la riorganizzazione “sanitaria” (in realtà meramente economica) operata fino a questo punto nell’area alto-jonica. In caso contrario i loro programmi sarebbero da considerarsi palesemente insufficienti fin dall’inizio e, quindi, dimostrerebbero l’inutilità di un loro mandato.
    AL SECONDO PUNTO, un candidato che abbia a cuore le sorti della popolazione del comprensorio trebisaccese, non potrebbe esimersi dall’ approntare una denuncia civile e penale verso i responsabili della soppressione dell’essenziale supporto cardiologico nell’Ospedale essendoci evidentemente un calo drammatico dei livelli essenziali di assistenza in zona.

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