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Cassano, conferita la cittadinanza onoraria a mons. Galantino

Cassano, conferita la cittadinanza onoraria a mons. Galantino
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Il Consiglio comunale di Cassano all’Ionio, in seduta solenne, ha conferito oggi (1 aprile) la cittadinanza onoraria al vescovo emerito, nonché segretario generale della CEI, Nunzio Galantino, proposta dal sindaco, Gianni Papasso, ed approvata all’unanimità da tutti i gruppi consiliari.

Davanti ad una sala del consiglio gremita delle massime autorità civili, militari e religiose della città e con la presenza di centinaia di persone, il primo cittadino Papasso ha consegnato a monsignor Galantino la pergamena con il conferimento della cittadinanza e un prezioso libro fotografico che racconta i tre anni di don Nunzio a Cassano. L’effige in argento sulla copertina è stata creata gratuitamente dell’orafo Gerardo Sacco, dono del Comune di Cassano all’Ionio.

«E’ davvero un onore per me – ha detto Galantino. Rimarrò comunque un cittadino effettivo di questa città che tanto amo. Sono grato al sindaco, alla giunta e al consiglio comunale di questo omaggio e non cesserò mai di portare Cassano nel mio cuore. Io non lascio nulla alla gente di Cassano e loro non mi lasciano nulla perché voglio che ci ritroviamo continuamente – ha aggiunto il presule – e lasciare vuol dire mettere in conto un allontanamento, ma ci sarà solo quello fisico».

Nel suo intervento il sindaco della città Gianni Papasso ha tenuto a ringraziare ancora una volta il vescovo emerito: «Don Nunzio, con la sua umiltà e semplicità, è riuscito a conquistare in poco tempo il cuore della nostra gente, rivelandosi guida sicura ed autorevole e, nello stesso tempo, sincera ed amorevole, con lo sguardo rivolto soprattutto agli ultimi ed ai bisogni dei più deboli e dei giovani. Nei momenti più drammatici della nostra storia recente, ha saputo rappresentare il dolore, lo sgomento e, nello stesso tempo, il desiderio di riscatto e la speranza di questa nostra Comunità. Quando ha regalato a tutti noi la gioia immensa della visita di Papa Francesco. Quando si è impegnato per far si che la nostra Cattedrale fosse elevata a Basilica minore. Soprattutto, quando – ha concluso Papasso – si è speso per realizzare una “dolce rivoluzione”, che ha avuto il pregio di farci un po’ cambiare e di avvicinare ancor di più la Chiesa alla gente».

La redazione

 

 

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