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Rossano. Fuochi di San Marco, nel centro storico si rinnova il rito dei falò

Rossano. Fuochi di San Marco, nel centro storico si rinnova il rito dei falò
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A Rossano fervono i preparativi per la notte dei fuochi di San Marco 2015. L’evento, in programma venerdì 24 aprile, per la città bizantina è un’autentica festa popolare nata e costruita attorno a un rito, per esorcizzare il ricordo del terribile terremoto che, nella notte tra il 24 ed il 25 aprile del 1836, scosse la città e il suo territorio.

Nel dettaglio, nella notte dei fuochi di San Marco, come ogni anno, i residenti dei diversi rioni del centro storico, accendono il loro “fuoco” organizzando intorno ad esso dei veri e propri banchetti. Le famiglie preparano piatti tipici da degustare all’aperto con amici e parenti e da offrire ai passanti. I fuochi e i punti di ristoro sono dislocati in tutto il centro storico e potranno essere raggiunti grazie al supporto di una mappa, distribuita nei punti nevralgici della città. Sarà predisposto, inoltre, un percorso, con partenza da Piazza Steri e arrivo all’Oratorio del San Marco, dove è prevista Rossano FUOCHI SAN MARCO 2l’installazione di stand che ospiteranno imprese e artigiani con i loro prodotti. Il Club Trekking Rossano, offrirà, come ogni anno e in forma del tutto gratuita, una visita guidata nel centro storico, attraverso un percorso che coniuga la classica passeggiata turistica e i sapori della tradizione. Quattro bus navetta gratuiti, inoltre, faranno da spola, per tutta la notte, a partire dalle ore 20,30 e fino alle 3,00, tra lo scalo e il centro storico. I capolinea allo scalo saranno su Via Nestore Mazzei (nei pressi del Bar Guetos) e via Torre Pisani (fermata autobus).

«Senza dubbio – ha spiegato il vicesindaco Guglielmo Caputo – la notte dei fuochi di San Marco rappresenta un’occasione unica per godere delle bellezze artistiche, paesaggistiche e folcloristiche di cui il centro storico è intessuto. Da qui il mio invito, ai calabresi e ai turisti che in questo periodo percorrono le strade e le storie di questa nostra splendida Regione, a vivere Rossano in una notte carica di memoria».

Pasqualino Bruno

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