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Civita e la sua Settimana Santa. Tra riti e costumi arbëreshë

Civita e la sua Settimana Santa. Tra riti e costumi arbëreshë
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A Civita, paese Arbëreshë della provincia di Cosenza, per ricordare l’avvenimento nei giorni di Pasqua si festeggia con riti spettacolari e particolarmente emotivi. La “Settimana Santa” nei paesi Arbëreshë viene chiamata “Java e Madhe” proprio perchè i riti sono ricchi di simbologie che richiamano la spiritualità orientale e che hanno radici in epoche lontane. I costumi sono ricchi e antichi e la ballata classica, la Vallje, e cosi suggestiva da imprigionare i forestieri. I ricchi costumi sono indossati dalle donne del luogo che, sia da giovani donne che da spose, li indossano nei momenti di festa. La musica imprigiona tutti e strumenti come fisarmonica e organetto rapiscono visitatori e non. La Vallja imprigiona nelle sue spire i forestieri, che rappresentano i Turchi che devono pagare un riscatto, simboleggiato da liquori e dolci. Tutto questo fa rimanere collegata ad un passato epico la popolazione. In molti paesi albanesi per commemorare la resurrezione di Lazzaro, gruppi di persone prima dell’alba della domenica delle Palme, ma anche al vespro del sabato, usano andare in giro casa per casa, cantando le ” Kalimere ” alla famiglia visitata, da cui ricevono in cambio doni. Sono canti popolari augurali in lingua albanese, espressione genuina e spontanea del popolo. La parola ” Kalimera “, di origine greca, significa ” buon giorno “.

Il costume tradizionale femminile si può distinguere in due tipi: il vestito di gala che le donne indossavano nel giorno del loro matrimonio, e poi solo in occasioni particolari, e il vestito giornaliero, indossato quotidianamente. Il vestito di gala è composto da una camicia bianca kumisha lunga fino al ginocchio con un’apertura sul davanti a “V”. La gonna, chiamata coha, di lamè dorato, llambadhor, o di raso ha motivi ornamentali già stampati (uccelli, fiori o stelle, solitamente di colore blu o verde) è cucita a pieghe fittissime e retta da bretelle; sotto la gonna s’indossa una sottogonna detta sutacoha, di solito di colore fuxia e un po’ più lunga della gonna. Nella parte superiore del corpo si indossa la kamizolla, una specie di corpetto senza maniche e pieghettato nella parte anteriorre; al di sopra di esso si porta un altro corpetto xhipuni con le maniche e ornato alle spalle da decorazioni dorate.

Le stesse decorazioni sono poste ai bordi delle gonne e sulla kamizolla.La camicia è ornata da un grande colletto chiamato mburrèta, che le stesse donne creano all’uncinetto, sotto la camicia si mette un copripetto ricamato in oro detto kamizini. Alla vita si porta una cintura di velluto nero e ricamata in oro detta  çindurini. In testa si mette un diadema nuziale, detto keza, che copre i capelli raccolti dietro la nuca. L’abito giornaliero non differisce molto da quello di gala se non per la minore preziosità dei tessuti e dei ricami. E’ composto dalla camicia lunga, kumisha, che ha sul davanti un’apertura ornata da un pizzo lavorato all’uncinetto, mburreta, da una gonna chiamata sutanini, da un corpetto interno detto kamizolla; da un bolero esterno detto xhipuni; da un grembiule arricciato con una tasca detto sinalli. Il costume a lutto è composto dagli stessi pezzi però è di colore nero ed è privo del merletto della camicia, con un copripetto nero.

Quest’anno i gruppi partecipanti sono stati 12: Civita e le vallje çivitjote Santa Sofia d’Epiro (Cs) Amici della zampogna Acquaformosa (Cs) Gruppo Acquaformosa “Canti e suoni della tradizione” Majsor- Maschito (Pz) Qenderrjan Maschito (Pz) Pizzikatundy San Marzano di San Giuseppe (Ta) Caraffa di Catanzaro (Cz) San Nicola dell’Alto (Kr) I Strinari di Calabria (CZ). La vincctrice della sfilata “Miss Vallje Civita 2012” è stata Anna Baffa, ragazza di Santa Sofia d’Epiro del gruppo  Shqiponjat Gruppo Folk Arbreshe,  la seconda classificata “Miss Arbereshe Pollino” è Roberta Filardi di Civita, la terza classificata “Miss ag Mediaprom San Marco Argentano” è Maria Todaro di Acquaformosa.

Rosanna Angiulli

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