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Malato terminale diventa sacerdote. Giovane originario di Rocca Imperiale

Malato terminale diventa sacerdote. Giovane originario di Rocca Imperiale
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La sua storia ha commosso tutti. L'amore per il Signore vince la malattia

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Ha coronato il suo desiderio più grande, quello di diventare sacerdote, Salvatore Mellone, 38 anni, seminarista di Barletta, malato terminale. Un progetto di vita che giovedì pomeriggio (16 aprile) è diventato realtà, quando nella sua abitazione, l’arcivescovo di Trani-Barletta-Bisceglie, monsignor Giovanni Battista Pichierri, ha officiato la cerimonia di ordinazione, trasmessa in diretta video anche nella Chiesa parrocchiale del SS. Crocifisso a Barletta, dove un migliaio di persone hanno seguito la cerimonia da un maxischermo, tra commozione, applausi scroscianti e il suono delle campane a festa.

salvatore_mellone_copertina_1338382Tanta emozione soprattutto nei familiari, i genitori Giuseppe e Filomena Mobilio (originaria di Rocca Imperiale), la sorella Agnese e la nonna Vittoria Di Leo, anche lei originaria del comune dell’Alto Jonio cosentino. Così come il cugino Alfredo Di Leo che abita a Lecce da anni. Alla cerimonia era presente, oltre ad amici, compagni di seminario, altri sacerdoti, il sindaco di Barletta, Pasquale Cascella. 

Salvatore aveva manifestato “il suo vivissimo desiderio di poter coronare il suo cammino vocazionale con l’ordinazione presbiterale”. «Anche un solo giorno da presbitero – ha riferito monsignor Pichierri – sarebbe per lui la realizzazione del progetto di Dio sulla sua persona». E questo giorno è arrivato con la benedizione di Papa Francesco, intervenuto personalmente per accelerare l’iter dell’ordinazione sacerdotale (arrivata con due anni di anticipo, quattro invece di sei). Martedì scorso, il Pontefice con una telefonata ha comunicato a Salvatore la bella notizia dicendogli: «La prima benedizione da sacerdote la darai a me». E così è stato.

Una storia che ha commosso tutti, che insegna la forza dell’amore. Quello per un uomo o una donna, quello per la famiglia, quello per Dio. Quando coronare questo sogno diventa una ragione di vita, anche nella malattia.

Federica Grisolia

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